PROGETTO
Fattore F: Fare Futuro
BANDO ECCCO I EDIZIONE • Fattore F: Fare Futuro è un progetto multiregionale di antimafia sociale e cittadinanza attiva che nasce con l’obiettivo di tessere i saperi della legalità, del bene comune e della responsabilità civile all’interno delle comunità educanti. Il percorso si propone come evoluzione ideale e continuità della precedente esperienza di “Coltivare Futuro”, ampliando lo sguardo dalle ecomafie alle nuove sfide della contemporaneità, comprese le dinamiche delle fake news e dell’illegalità digitale.
Attraverso un approccio sistemico e laboratoriale, il progetto unisce territori profondamente diversi ma uniti dalla stessa urgenza educativa, mettendo in rete istituzioni locali, scuole, servizi sociali e associazioni del Terzo Settore.
Gli obiettivi
L’azione di Fattore F si sviluppa attorno a tre pilastri fondamentali, pensati per generare un cambiamento cognitivo reale e duraturo nei partecipanti:
-
Contrasto alla povertà educativa e alla dispersione: Interventi mirati per prevenire l’abbandono scolastico attraverso percorsi integrati nei Piani dell’Offerta Formativa (POF/PTOF) delle scuole partner.
-
Sviluppo del pensiero critico e soft skills: Laboratori focalizzati sulla comprensione delle dinamiche socio-istituzionali e mafiose, affiancati da moduli per la gestione delle emozioni (paura, rabbia), l’ascolto attivo e il lavoro di gruppo.
-
Valorizzazione del ruolo femminile: Un focus culturale e storico dedicato al valore e al ruolo delle donne nella storia dell’antimafia sociale.
Linee di azione e attività
Il progetto si articola in azioni sinergiche che coinvolgono l’intera comunità:
1. Formazione ed empowerment della comunità educante
-
Per i professionisti: Percorsi formativi specifici sull’antimafia sociale dedicati a docenti, educatrici e formatrici per fornire strumenti pedagogici innovativi.
-
Per le famiglie: Incontri informativi e di supporto rivolti ai genitori per rafforzare il patto educativo scuola-famiglia.
2. Campi di impegno e beni confiscati
Il cuore dell’approccio esperienziale è il lavoro concreto sui beni confiscati alle mafie. I giovani partecipanti hanno l’opportunità di vivere l’antimafia sul campo, visitando e operando in realtà virtuose:
-
Dalle vigne e dalle terre confiscate in Sicilia e Calabria, simboli di economia sana e riscatto del territorio.
-
Fino alle realtà locali, come i beni confiscati a Longastrino nel Ferrarese, dove sono previsti 3 incontri e visite guidate dedicate ad amministratori locali e cittadini.
3. Economia sana, filiera agroalimentare e diritti
Particolare attenzione viene dedicata agli Istituti Alberghieri e tecnici, con moduli focalizzati sulla consapevolezza della produzione etica, il contrasto al caporalato e la comprensione delle strategie antimafia messe in atto dalle reti territoriali.
I numeri del progetto
-
412 Minori coinvolti attivamente, con una priorità inclusiva che vede almeno il 12% dei profili caratterizzato da fragilità socio-economiche o vulnerabilità.
-
600 Genitori inseriti nei percorsi di informazione e sensibilizzazione.
-
44 Esperti sul campo: 22 Docenti e 22 Educatrici/Formatrici, coordinati da un team di 4 Coordinatrici generali.
-
3 Regioni unite in un unico ponte ideale di legalità (Emilia-Romagna, Calabria, Sicilia).
La rete
Il modello di intervento si fonda su una governance partecipata che unisce pubblico e privato sociale:
-
Amministrazioni Locali: Coinvolgimento attivo di 5 Comuni della Città Metropolitana di Bologna (afferenti al Distretto Reno Lavino Samoggia, con focus specifico in Valsamoggia).
-
Servizi Sociali: Integrazione e coprogettazione con 1 Servizio sociale consortile integrato.
-
Terzo Settore: Una rete di oltre 10 associazioni e realtà attive nella promozione della legalità e della gestione dei beni comuni.
-
Partecipazione Giovanile: Coinvolgimento dei Consigli Comunali dei Ragazzi e delle Ragazze (CCRR) per promuovere la cittadinanza attiva fin dall’età scolare.
***
Progetto realizzato nell’ambito del Bando

BANDO ECCCO I EDIZIONE • Fattore F: Fare Futuro è un progetto multiregionale di antimafia sociale e cittadinanza attiva che nasce con l’obiettivo di tessere i saperi della legalità, del bene comune e della responsabilità civile all’interno delle comunità educanti. Il percorso si propone come evoluzione ideale e continuità della precedente esperienza di “Coltivare Futuro”, ampliando lo sguardo dalle ecomafie alle nuove sfide della contemporaneità, comprese le dinamiche delle fake news e dell’illegalità digitale.
Attraverso un approccio sistemico e laboratoriale, il progetto unisce territori profondamente diversi ma uniti dalla stessa urgenza educativa, mettendo in rete istituzioni locali, scuole, servizi sociali e associazioni del Terzo Settore.
Gli obiettivi
L’azione di Fattore F si sviluppa attorno a tre pilastri fondamentali, pensati per generare un cambiamento cognitivo reale e duraturo nei partecipanti:
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Contrasto alla povertà educativa e alla dispersione: Interventi mirati per prevenire l’abbandono scolastico attraverso percorsi integrati nei Piani dell’Offerta Formativa (POF/PTOF) delle scuole partner.
-
Sviluppo del pensiero critico e soft skills: Laboratori focalizzati sulla comprensione delle dinamiche socio-istituzionali e mafiose, affiancati da moduli per la gestione delle emozioni (paura, rabbia), l’ascolto attivo e il lavoro di gruppo.
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Valorizzazione del ruolo femminile: Un focus culturale e storico dedicato al valore e al ruolo delle donne nella storia dell’antimafia sociale.
Linee di azione e attività
Il progetto si articola in azioni sinergiche che coinvolgono l’intera comunità:
1. Formazione ed empowerment della comunità educante
-
Per i professionisti: Percorsi formativi specifici sull’antimafia sociale dedicati a docenti, educatrici e formatrici per fornire strumenti pedagogici innovativi.
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Per le famiglie: Incontri informativi e di supporto rivolti ai genitori per rafforzare il patto educativo scuola-famiglia.
2. Campi di impegno e beni confiscati
Il cuore dell’approccio esperienziale è il lavoro concreto sui beni confiscati alle mafie. I giovani partecipanti hanno l’opportunità di vivere l’antimafia sul campo, visitando e operando in realtà virtuose:
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Dalle vigne e dalle terre confiscate in Sicilia e Calabria, simboli di economia sana e riscatto del territorio.
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Fino alle realtà locali, come i beni confiscati a Longastrino nel Ferrarese, dove sono previsti 3 incontri e visite guidate dedicate ad amministratori locali e cittadini.
3. Economia sana, filiera agroalimentare e diritti
Particolare attenzione viene dedicata agli Istituti Alberghieri e tecnici, con moduli focalizzati sulla consapevolezza della produzione etica, il contrasto al caporalato e la comprensione delle strategie antimafia messe in atto dalle reti territoriali.
I numeri del progetto
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412 Minori coinvolti attivamente, con una priorità inclusiva che vede almeno il 12% dei profili caratterizzato da fragilità socio-economiche o vulnerabilità.
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600 Genitori inseriti nei percorsi di informazione e sensibilizzazione.
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44 Esperti sul campo: 22 Docenti e 22 Educatrici/Formatrici, coordinati da un team di 4 Coordinatrici generali.
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3 Regioni unite in un unico ponte ideale di legalità (Emilia-Romagna, Calabria, Sicilia).
La rete
Il modello di intervento si fonda su una governance partecipata che unisce pubblico e privato sociale:
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Amministrazioni Locali: Coinvolgimento attivo di 5 Comuni della Città Metropolitana di Bologna (afferenti al Distretto Reno Lavino Samoggia, con focus specifico in Valsamoggia).
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Servizi Sociali: Integrazione e coprogettazione con 1 Servizio sociale consortile integrato.
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Terzo Settore: Una rete di oltre 10 associazioni e realtà attive nella promozione della legalità e della gestione dei beni comuni.
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Partecipazione Giovanile: Coinvolgimento dei Consigli Comunali dei Ragazzi e delle Ragazze (CCRR) per promuovere la cittadinanza attiva fin dall’età scolare.
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Progetto realizzato nell’ambito del Bando












