PROGETTO

Casa, dolce casa? / Indagine sulle esigenze abitative della terza età nella Città metropolitana di Bologna

11: Città e comunità sostenibili

Bologna, 2 aprile 2025La Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, in collaborazione con SCS Consulting e SWG, avvia un’indagine sulle esigenze abitative della popolazione over 59 nella Città metropolitana di Bologna, in risposta all’invecchiamento crescente della popolazione e alle sfide abitative emergenti.

Secondo dati recenti, la popolazione anziana nella Città metropolitana di Bologna è destinata ad aumentare significativamente: entro il 2043, le persone di oltre 59 anni potrebbero rappresentare il 38,3% della popolazione totale, con un incremento che riguarderà soprattutto gli over 74.

L’indagine coinvolgerà un campione di 1.000 persone, suddivise in due fasce di età (60-74 anni e oltre 74 anni), e si concentrerà su temi legati alla qualità della vita e delle abitazioni degli anziani. In particolare, verranno esplorate le caratteristiche degli alloggi e dei fabbricati, le condizioni di salute, le reti di supporto familiare e amicale, nonché le necessità economiche e sociali. Le interviste telefoniche saranno bilanciate tra il comune di Bologna (400 casi) e i restanti 54 comuni metropolitani (600 casi), per offrire una panoramica rappresentativa dell’intera area.

 L’obiettivo dell’indagine è raccogliere dati utili per sviluppare politiche abitative e sociali più mirate per la terza età, in un contesto in cui la popolazione con più di 59 anni occupa attualmente circa il 35% del patrimonio abitativo della Città, una percentuale destinata ad avvicinarsi al 40% nei prossimi venti anni.

Questa indagine è particolarmente rilevante considerando che oltre 124.900 persone di età superiore ai 59 anni vivono in condizioni di potenziale solitudine abitativa, una situazione che coinvolge soprattutto le donne anziane. I risultati contribuiranno a delineare le strategie future per migliorare la qualità della vita degli anziani e rispondere alle sfide legate al loro benessere abitativo e sociale.

«I risultati quantitativi e qualitativi della ricerca contribuiranno a diffondere la consapevolezza e migliorare la conoscenza sul tema delle criticità e opportunità legate alla condizione abitativa della terza età. Anche nella Città metropolitana di Bologna sono infatti presenti, in molte famiglie formate in prevalenza da persone con più di 59 anni, situazioni di difficoltà nell’abitare, che possono essere determinate da diversi fattori – spiega Gianluigi Bovini, demografo, consulente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

L’inadeguatezza fisica degli alloggi, come la presenza interna-esterna di barriere architettoniche, o le condizioni strutturali che richiederebbero rilevanti interventi di ristrutturazione o, talvolta, le dimensioni eccessive con costi di gestione insostenibili. La vulnerabilità economica dei proprietari, a causa di costi di manutenzione troppo elevati e, in alcune zone, di riduzioni del valore dell’immobile; ma anche la vulnerabilità economica dei locatari, a causa di costi dell’affitto non sostenibili. La rarefazione delle relazioni sociali a seguito della collocazione dell’immobile in zone troppo isolate e dell’eccessiva distanza dalle reti dei servizi pubblici e privati, necessarie per soddisfare le esigenze della vita quotidiana e la scarsa diffusione di modelli abitativi innovativi come alloggi integrati in reti comunitarie, con servizi di prossimità e spazi verdi accessibili, o esperienze di cohousing intergenerazionale».


11: Città e comunità sostenibili

Bologna, 2 aprile 2025La Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, in collaborazione con SCS Consulting e SWG, avvia un’indagine sulle esigenze abitative della popolazione over 59 nella Città metropolitana di Bologna, in risposta all’invecchiamento crescente della popolazione e alle sfide abitative emergenti.

Secondo dati recenti, la popolazione anziana nella Città metropolitana di Bologna è destinata ad aumentare significativamente: entro il 2043, le persone di oltre 59 anni potrebbero rappresentare il 38,3% della popolazione totale, con un incremento che riguarderà soprattutto gli over 74.

L’indagine coinvolgerà un campione di 1.000 persone, suddivise in due fasce di età (60-74 anni e oltre 74 anni), e si concentrerà su temi legati alla qualità della vita e delle abitazioni degli anziani. In particolare, verranno esplorate le caratteristiche degli alloggi e dei fabbricati, le condizioni di salute, le reti di supporto familiare e amicale, nonché le necessità economiche e sociali. Le interviste telefoniche saranno bilanciate tra il comune di Bologna (400 casi) e i restanti 54 comuni metropolitani (600 casi), per offrire una panoramica rappresentativa dell’intera area.

 L’obiettivo dell’indagine è raccogliere dati utili per sviluppare politiche abitative e sociali più mirate per la terza età, in un contesto in cui la popolazione con più di 59 anni occupa attualmente circa il 35% del patrimonio abitativo della Città, una percentuale destinata ad avvicinarsi al 40% nei prossimi venti anni.

Questa indagine è particolarmente rilevante considerando che oltre 124.900 persone di età superiore ai 59 anni vivono in condizioni di potenziale solitudine abitativa, una situazione che coinvolge soprattutto le donne anziane. I risultati contribuiranno a delineare le strategie future per migliorare la qualità della vita degli anziani e rispondere alle sfide legate al loro benessere abitativo e sociale.

«I risultati quantitativi e qualitativi della ricerca contribuiranno a diffondere la consapevolezza e migliorare la conoscenza sul tema delle criticità e opportunità legate alla condizione abitativa della terza età. Anche nella Città metropolitana di Bologna sono infatti presenti, in molte famiglie formate in prevalenza da persone con più di 59 anni, situazioni di difficoltà nell’abitare, che possono essere determinate da diversi fattori – spiega Gianluigi Bovini, demografo, consulente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna.

L’inadeguatezza fisica degli alloggi, come la presenza interna-esterna di barriere architettoniche, o le condizioni strutturali che richiederebbero rilevanti interventi di ristrutturazione o, talvolta, le dimensioni eccessive con costi di gestione insostenibili. La vulnerabilità economica dei proprietari, a causa di costi di manutenzione troppo elevati e, in alcune zone, di riduzioni del valore dell’immobile; ma anche la vulnerabilità economica dei locatari, a causa di costi dell’affitto non sostenibili. La rarefazione delle relazioni sociali a seguito della collocazione dell’immobile in zone troppo isolate e dell’eccessiva distanza dalle reti dei servizi pubblici e privati, necessarie per soddisfare le esigenze della vita quotidiana e la scarsa diffusione di modelli abitativi innovativi come alloggi integrati in reti comunitarie, con servizi di prossimità e spazi verdi accessibili, o esperienze di cohousing intergenerazionale».