EVENTO

Al via la nuova stagione al LabOratorio di San Filippo Neri

3: Salute e benessere4: Istruzione di qualità5: Parità di genere

 

Torna dall’8 settembre 2026 la programmazione del LabOratorio di San Filippo Neri

Più di quaranta appuntamenti, tra spettacoli, presentazioni di libri e incontri

 

Teatro, impegno sociale e civile, gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030:

con Alessandro Bergonzoni, Lidia Ravera, Ascanio Celestini, Mario Brunello, Christian Raimo, Chiara Pavan, Paolo Giordano, Silvia Gallerano,

Niccolò Fettarappa e molti altri

 

 

C’è un’idea forte a sostenere il palinsesto dell’Oratorio di San Filippo Neri, lo spazio di via Manzoni che la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna mette a disposizione della comunità offrendo numerosi incontri e spettacoli, la maggior parte dei quali ad ingresso libero, curati con Mismaonda. L’idea è che quello che accade nei tanti scenari di scontro o di guerra, vicini e lontani, ci riguarda. Che il personale è politico. Che il pensiero che si fa incontro, confronto, teatro, arte, è salvifico. Perché, come diceva Aristotele: “Le radici della cultura sono amare ma i frutti dolci”.

Arriva a conclusione il primo bando Residenze teatrali 2026 – Giovani, Creatività, Innovazione e Comunità promosso dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna con la restituzione delle creazioni dei due gruppi selezionati: la Compagnia Longhini- Mangheras – Sofia Longhini attrice autrice regista classe 1996, collaborazioni con Teatro Valdoca, Baladam B Side, Kepler 452, Archivio Zeta; Vassilij Gianmaria Mangheras bolognese classe 1992, co-direttore artistico di Tib Teatro – e A.M.A Factory, impresa culturale innovativa nata nel 2022 dalla visione di Teatri Indipendenti e Il Mulino di Amleto.

A convincere sono stati i temi d’indagine scenica scelti: A.M.A Factory in DBP/Dolce bisogno di pathos! affronta la morte per suicidio, individuando proprio nel teatro il luogo in cui può avvenire la catarsi; la Compagnia Longhini/Mangheras in Fracasso partendo dall’uccisione di Federico Aldrovandi, indaga sui rapporti tra i cittadini e le forze dell’ordine.

Teatro civile, teatro che entra nelle pieghe e nelle piaghe sociali e le porta all’attenzione. È quanto si propone anche la prima edizione del Festival di teatro documentario Convergenze, ideato e diretto da Kepler – 452. Niccolò Fettarappa ripropone Ustica. Una cosa che non fa ridere, assolo che gli fu commissionato dall’Associazione Parenti delle Vittime e che qui torna con l’accompagnamento musicale di Francesca Baccolini; il performer catalano Sergi Casero Nieto porta un monologo sul silenzio storico che avvolge la guerra civile spagnola. Il terzo spettacolo Qui vivremo bene, prodotto da Dopolavoro Stadera e selezionato tramite open call, si interroga sull’emergenza abitativa nelle grandi città, utilizzando come pretesto gli arresti e gli sgomberi avvenuti nel 2018 nel quartiere milanese del Giambellino.

Anche il Festival degli Instabili Vaganti PIPAF – PerformAzioni International Performing Arts Festival si pone in questo stesso solco: The border, progetto vincitore del Fringe First Award di Edimburgo, parte dalla storia di una soldatessa ucraina per trasformarsi in una cerimonia rituale; Made in Ilva. 7.1, spettacolo che anni fa impose gli Instabili Vaganti all’attenzione nazionale, viene riproposto in una nuova spazializzazione sonora; Bigger, coreografia del francese Sofiane Chalal sulla sensazione di essere “troppo” e sulle dinamiche della grassofobia. L’ultimo giorno è previsto il laboratorio diretto da Davide Iodice intitolato Enciclopedia delle emozioni, volto alla creazione scenica.

Teatro verità anche quello di August Wilson: Jitney diretto da Renzo Carbonera, rievoca una pagina novecentesca della provincia americana nel segno della resistenza e della redenzione della comunità afroamericana. I jitney, taxi clandestini nati nei quartieri afroamericani, diventano rifugio, lavoro, comunità. Uno spazio ai margini della legge, ma al centro delle vite. Il sociologo Luigi Manconi ci porta invece dentro una verità intima raccontando come ‘la cecità può essere un buon allenamento alla vita’ e come la perdita della vista possa rappresentare, oltre che una terribile tragedia, l’opportunità per nuove conoscenze.

La rassegna Bo-Noir, prodotta da Giostra Film, dà corso in chiave giornalistica e letteraria all’interesse che quest’anno il LabOratorio rivolge al genere. Il primo appuntamento è dedicato all’enigmatico caso del mostro di Firenze. Poi si parlerà del mistero di Serena Mollicone e della Uno Bianca, le cui vicende sono tornate di recente alla ribalta della cronaca.

Il Teatrino del Giullare, una delle realtà culturali più preziose del nostro territorio, arriva al San Filippo per festeggiare 30 anni di carriera. In scena: Fuga e morte di Tolstoj, allestimento sonoro del testo di Stefan Zweig in cui viene data voce a tutti i personaggi dell’opera con l’accompagnamento straordinario del contrabbassista Ares Tavolazzi; un omaggio a Giuliano Scabia con la lettura scenica della Tragedia di Roncisvalle con bestie in cui si racconta in modo molto particolare le epiche sorti dei paladini con la partecipazione straordinaria di Mario Brunello al violoncello.

Oltre che all’interno del Festival PerformAzioni, la danza torna nell’ambito della rassegna Istantedanza curata da ERT con Giorgia Lolli in Body Sweats (for Elsa), spettacolo dedicato alla baronessa Elsa von Freytag-Loringhoven, poetessa e artista d’avanguardia, tra le figure più radicali del movimento dadaista. E con Gagaku, un’immersione nelle principali forme della musica di corte giapponese: prima parte d’ascolto, seconda di ballo rituale.

Com’è noto, gli obiettivi che si propone l’Agenda 2030 sono molteplici anche se spesso si tende a ridurli a quelli dell’emergenza climatica. Pace e giustizia, sconfiggere la fame e la povertà, ridurre le diseguaglianze, parità di genere sono tra quelli che affronteremo.  Letters from Gaza è il reading che vedrà gli allievi della Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone dare voce alle storie vere raccolte sul campo dai volontari di WeWorld Festival restituite da Lidia Ravera in sei monologhi. L’autore e regista Marco Monfredini darà ulteriore supporto al racconto attingendo alle sue esperienze teatrali nei territori occupati della Palestina raccolte nel libro Il teatro nei luoghi di conflitto (ed. Meltemi), un’occasione per capire come il teatro giochi un ruolo strategico per sostenere il pensiero critico nei processi di pace. Tema che torna anche nello spettacolo di Cristian Ceresoli La rivolta della gioia con Silvia Gallerano, Gianluca Casadei, Fabio Monti e il coretto della gioia. In canto e danza si alza la ribellione dei bambini contro lo squallore della guerra.

Affronterà invece il problema delle carceri e della dignità dell’uomo il dialogo fra il cardinale Matteo Zuppi e Alessandro Bergonzoni attorno ai libri di Fabrizio Pomes, Trovate la speranza o voi che entrate. Il carcere tra pena e possibilità (ed. Pendragon) e Beatrice Campari, Io sono una donna fortunata (Europa edizioni).

Mentre per il goal Salute e Benessere un incontro con la chef Chiara Pavan autrice del volume Cucina ambientale (ed. Mondadori).

Il Festival del presente – I dialoghi di Pandora Rivista ospiterà come sempre interventi mirati di personalità di spicco che porteranno il loro prezioso contributo al dibattito, quest’anno sotto il titolo Inizi. Origini, generazioni, metamorfosi. Tra gli ospiti: Mario Calabresi, Luca Sofri, Massimo Giannini, Nadia Urbinati, Ivano Dionigi, Giuliano Amato, Sofia Ventura, Carlo Galli, Mario De Caro.

Si torna poi a parlare di scuola con gli appuntamenti a cura della casa editrice il Mulino. Il nuovo ciclo di Quello che in aula non si dice è dedicato all’insegnamento della complessità e vedrà Marco Antonio Bazzocchi in dialogo con: Matilde Callari Galli e Mauro Ceruti su come è nato il pensiero della complessità, in omaggio a Edgard Morin; Laura Lanzillo e Gianluca Argentin sul dialogo possibile fra la complessità sociale e quella educativa; Paolo Giordano sulla trasmissione tra il sapere scientifico e quello umanistico; Elena Agliari sulla complessità della scienza tra fisica e intelligenza artificiale.

Christian Raimo porterà in scena un monologo che riassume la sua esperienza di professore che usa le parabole calcistiche per catturare l’attenzione delle classi più difficili, Barrilete cosmico. Maradona Pedagogista.

Per il ciclo Libri in scena ospiteremo Ascanio Celestini con il corposo saggio Pasolini. Una vita, anzi due e Maria Giuseppina Muzzarelli con la storia e le storie dei Monti di Pietà racchiuse nella sua opera Fratello credito (ed. il Mulino), con una “predica” di Nicola Borghesi e in dialogo col Presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna Pierluigi Stefanini.

Continua infine la collaborazione con i due importanti festival musicali cittadini.

Bologna Festival porterà sul palco numerosi musicisti come Emanuele Arciuli, il Brezza Ensemble, specializzato nell’esecuzione storicamente informata della musica antica, l’Opus13 Quartet, che eseguirà la prima assoluta di Matteo Franceschini (Leone d’Argento alla Biennale di Venezia), il Quartetto K con musiche dall’Europa Orientale, l’Accademia Strumentale Italiana, ensemble fondato e diretto dal gambista Alberto Rasi con una vocazione per le musiche rinascimentali e barocche, nonché un appuntamento per famiglie nell’ambito di Baby BoFè, liberamente ispirato al Rigoletto di Giuseppe Verdi.

Musica Insieme ripropone il Festival Respighi Bologna, organizzato per valorizzare il repertorio musicale del primo Novecento: suoneranno i giovani talenti della Toscanini Academy; Gabriele Pieranunzi, Primo violino del Teatro San Carlo di Napoli, Silvia Chiesa, violoncellista, e Maurizio Baglini, pianista.

Inoltre, i due concerti della rassegna Grandi Solisti – Grandi Maestri dell’Associazione Inno alla Gioia APS, che affianca ai concerti di solisti di fama internazionale masterclass di alto perfezionamento aperte ai giovani musicisti del territorio: Franck & Šostakovič, con cinque interpreti di fama internazionale e Franck, Čajkovskij, Dohnányi, Ysaÿe, con Dejan Bogdanovich al violino e Gabriele Maria Vianello al pianoforte.

E per scoprire storia e luoghi nascosti dell’Oratorio di San Filippo Neri torna la visita itinerante con spettacolo Il racconto di Filippo, scritto da Claudio Cumani e interpretato dagli attori di Fantateatro.

 


Quando

venerdì 18.12.2026



Dove

Oratorio di San Filippo Neri
Via Manzoni, 5 - Bologna

3: Salute e benessere4: Istruzione di qualità5: Parità di genere

 

Torna dall’8 settembre 2026 la programmazione del LabOratorio di San Filippo Neri

Più di quaranta appuntamenti, tra spettacoli, presentazioni di libri e incontri

 

Teatro, impegno sociale e civile, gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030:

con Alessandro Bergonzoni, Lidia Ravera, Ascanio Celestini, Mario Brunello, Christian Raimo, Chiara Pavan, Paolo Giordano, Silvia Gallerano,

Niccolò Fettarappa e molti altri

 

 

C’è un’idea forte a sostenere il palinsesto dell’Oratorio di San Filippo Neri, lo spazio di via Manzoni che la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna mette a disposizione della comunità offrendo numerosi incontri e spettacoli, la maggior parte dei quali ad ingresso libero, curati con Mismaonda. L’idea è che quello che accade nei tanti scenari di scontro o di guerra, vicini e lontani, ci riguarda. Che il personale è politico. Che il pensiero che si fa incontro, confronto, teatro, arte, è salvifico. Perché, come diceva Aristotele: “Le radici della cultura sono amare ma i frutti dolci”.

Arriva a conclusione il primo bando Residenze teatrali 2026 – Giovani, Creatività, Innovazione e Comunità promosso dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna con la restituzione delle creazioni dei due gruppi selezionati: la Compagnia Longhini- Mangheras – Sofia Longhini attrice autrice regista classe 1996, collaborazioni con Teatro Valdoca, Baladam B Side, Kepler 452, Archivio Zeta; Vassilij Gianmaria Mangheras bolognese classe 1992, co-direttore artistico di Tib Teatro – e A.M.A Factory, impresa culturale innovativa nata nel 2022 dalla visione di Teatri Indipendenti e Il Mulino di Amleto.

A convincere sono stati i temi d’indagine scenica scelti: A.M.A Factory in DBP/Dolce bisogno di pathos! affronta la morte per suicidio, individuando proprio nel teatro il luogo in cui può avvenire la catarsi; la Compagnia Longhini/Mangheras in Fracasso partendo dall’uccisione di Federico Aldrovandi, indaga sui rapporti tra i cittadini e le forze dell’ordine.

Teatro civile, teatro che entra nelle pieghe e nelle piaghe sociali e le porta all’attenzione. È quanto si propone anche la prima edizione del Festival di teatro documentario Convergenze, ideato e diretto da Kepler – 452. Niccolò Fettarappa ripropone Ustica. Una cosa che non fa ridere, assolo che gli fu commissionato dall’Associazione Parenti delle Vittime e che qui torna con l’accompagnamento musicale di Francesca Baccolini; il performer catalano Sergi Casero Nieto porta un monologo sul silenzio storico che avvolge la guerra civile spagnola. Il terzo spettacolo Qui vivremo bene, prodotto da Dopolavoro Stadera e selezionato tramite open call, si interroga sull’emergenza abitativa nelle grandi città, utilizzando come pretesto gli arresti e gli sgomberi avvenuti nel 2018 nel quartiere milanese del Giambellino.

Anche il Festival degli Instabili Vaganti PIPAF – PerformAzioni International Performing Arts Festival si pone in questo stesso solco: The border, progetto vincitore del Fringe First Award di Edimburgo, parte dalla storia di una soldatessa ucraina per trasformarsi in una cerimonia rituale; Made in Ilva. 7.1, spettacolo che anni fa impose gli Instabili Vaganti all’attenzione nazionale, viene riproposto in una nuova spazializzazione sonora; Bigger, coreografia del francese Sofiane Chalal sulla sensazione di essere “troppo” e sulle dinamiche della grassofobia. L’ultimo giorno è previsto il laboratorio diretto da Davide Iodice intitolato Enciclopedia delle emozioni, volto alla creazione scenica.

Teatro verità anche quello di August Wilson: Jitney diretto da Renzo Carbonera, rievoca una pagina novecentesca della provincia americana nel segno della resistenza e della redenzione della comunità afroamericana. I jitney, taxi clandestini nati nei quartieri afroamericani, diventano rifugio, lavoro, comunità. Uno spazio ai margini della legge, ma al centro delle vite. Il sociologo Luigi Manconi ci porta invece dentro una verità intima raccontando come ‘la cecità può essere un buon allenamento alla vita’ e come la perdita della vista possa rappresentare, oltre che una terribile tragedia, l’opportunità per nuove conoscenze.

La rassegna Bo-Noir, prodotta da Giostra Film, dà corso in chiave giornalistica e letteraria all’interesse che quest’anno il LabOratorio rivolge al genere. Il primo appuntamento è dedicato all’enigmatico caso del mostro di Firenze. Poi si parlerà del mistero di Serena Mollicone e della Uno Bianca, le cui vicende sono tornate di recente alla ribalta della cronaca.

Il Teatrino del Giullare, una delle realtà culturali più preziose del nostro territorio, arriva al San Filippo per festeggiare 30 anni di carriera. In scena: Fuga e morte di Tolstoj, allestimento sonoro del testo di Stefan Zweig in cui viene data voce a tutti i personaggi dell’opera con l’accompagnamento straordinario del contrabbassista Ares Tavolazzi; un omaggio a Giuliano Scabia con la lettura scenica della Tragedia di Roncisvalle con bestie in cui si racconta in modo molto particolare le epiche sorti dei paladini con la partecipazione straordinaria di Mario Brunello al violoncello.

Oltre che all’interno del Festival PerformAzioni, la danza torna nell’ambito della rassegna Istantedanza curata da ERT con Giorgia Lolli in Body Sweats (for Elsa), spettacolo dedicato alla baronessa Elsa von Freytag-Loringhoven, poetessa e artista d’avanguardia, tra le figure più radicali del movimento dadaista. E con Gagaku, un’immersione nelle principali forme della musica di corte giapponese: prima parte d’ascolto, seconda di ballo rituale.

Com’è noto, gli obiettivi che si propone l’Agenda 2030 sono molteplici anche se spesso si tende a ridurli a quelli dell’emergenza climatica. Pace e giustizia, sconfiggere la fame e la povertà, ridurre le diseguaglianze, parità di genere sono tra quelli che affronteremo.  Letters from Gaza è il reading che vedrà gli allievi della Scuola di Teatro di Bologna Alessandra Galante Garrone dare voce alle storie vere raccolte sul campo dai volontari di WeWorld Festival restituite da Lidia Ravera in sei monologhi. L’autore e regista Marco Monfredini darà ulteriore supporto al racconto attingendo alle sue esperienze teatrali nei territori occupati della Palestina raccolte nel libro Il teatro nei luoghi di conflitto (ed. Meltemi), un’occasione per capire come il teatro giochi un ruolo strategico per sostenere il pensiero critico nei processi di pace. Tema che torna anche nello spettacolo di Cristian Ceresoli La rivolta della gioia con Silvia Gallerano, Gianluca Casadei, Fabio Monti e il coretto della gioia. In canto e danza si alza la ribellione dei bambini contro lo squallore della guerra.

Affronterà invece il problema delle carceri e della dignità dell’uomo il dialogo fra il cardinale Matteo Zuppi e Alessandro Bergonzoni attorno ai libri di Fabrizio Pomes, Trovate la speranza o voi che entrate. Il carcere tra pena e possibilità (ed. Pendragon) e Beatrice Campari, Io sono una donna fortunata (Europa edizioni).

Mentre per il goal Salute e Benessere un incontro con la chef Chiara Pavan autrice del volume Cucina ambientale (ed. Mondadori).

Il Festival del presente – I dialoghi di Pandora Rivista ospiterà come sempre interventi mirati di personalità di spicco che porteranno il loro prezioso contributo al dibattito, quest’anno sotto il titolo Inizi. Origini, generazioni, metamorfosi. Tra gli ospiti: Mario Calabresi, Luca Sofri, Massimo Giannini, Nadia Urbinati, Ivano Dionigi, Giuliano Amato, Sofia Ventura, Carlo Galli, Mario De Caro.

Si torna poi a parlare di scuola con gli appuntamenti a cura della casa editrice il Mulino. Il nuovo ciclo di Quello che in aula non si dice è dedicato all’insegnamento della complessità e vedrà Marco Antonio Bazzocchi in dialogo con: Matilde Callari Galli e Mauro Ceruti su come è nato il pensiero della complessità, in omaggio a Edgard Morin; Laura Lanzillo e Gianluca Argentin sul dialogo possibile fra la complessità sociale e quella educativa; Paolo Giordano sulla trasmissione tra il sapere scientifico e quello umanistico; Elena Agliari sulla complessità della scienza tra fisica e intelligenza artificiale.

Christian Raimo porterà in scena un monologo che riassume la sua esperienza di professore che usa le parabole calcistiche per catturare l’attenzione delle classi più difficili, Barrilete cosmico. Maradona Pedagogista.

Per il ciclo Libri in scena ospiteremo Ascanio Celestini con il corposo saggio Pasolini. Una vita, anzi due e Maria Giuseppina Muzzarelli con la storia e le storie dei Monti di Pietà racchiuse nella sua opera Fratello credito (ed. il Mulino), con una “predica” di Nicola Borghesi e in dialogo col Presidente della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna Pierluigi Stefanini.

Continua infine la collaborazione con i due importanti festival musicali cittadini.

Bologna Festival porterà sul palco numerosi musicisti come Emanuele Arciuli, il Brezza Ensemble, specializzato nell’esecuzione storicamente informata della musica antica, l’Opus13 Quartet, che eseguirà la prima assoluta di Matteo Franceschini (Leone d’Argento alla Biennale di Venezia), il Quartetto K con musiche dall’Europa Orientale, l’Accademia Strumentale Italiana, ensemble fondato e diretto dal gambista Alberto Rasi con una vocazione per le musiche rinascimentali e barocche, nonché un appuntamento per famiglie nell’ambito di Baby BoFè, liberamente ispirato al Rigoletto di Giuseppe Verdi.

Musica Insieme ripropone il Festival Respighi Bologna, organizzato per valorizzare il repertorio musicale del primo Novecento: suoneranno i giovani talenti della Toscanini Academy; Gabriele Pieranunzi, Primo violino del Teatro San Carlo di Napoli, Silvia Chiesa, violoncellista, e Maurizio Baglini, pianista.

Inoltre, i due concerti della rassegna Grandi Solisti – Grandi Maestri dell’Associazione Inno alla Gioia APS, che affianca ai concerti di solisti di fama internazionale masterclass di alto perfezionamento aperte ai giovani musicisti del territorio: Franck & Šostakovič, con cinque interpreti di fama internazionale e Franck, Čajkovskij, Dohnányi, Ysaÿe, con Dejan Bogdanovich al violino e Gabriele Maria Vianello al pianoforte.

E per scoprire storia e luoghi nascosti dell’Oratorio di San Filippo Neri torna la visita itinerante con spettacolo Il racconto di Filippo, scritto da Claudio Cumani e interpretato dagli attori di Fantateatro.

 


venerdì 18.12.2026


Oratorio di San Filippo Neri
Via Manzoni, 5 - Bologna