Restauri inattesi. Ai margini del patrimonio

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7 Giugno 2015

Restauri inattesi. Ai margini del patrimonio

Restauri inattesi. Ai margini del patrimonio

Sabato 18 aprile alle ore 18 nella sede della Fondazione del Monte (via delle Donzelle 2 a Bologna) si terrà l'inaugurazione della mostra Restauri inattesi. Ai margini del patrimonio. Fino al 7 giugno (tutti i giorni dalle 10 alle 19, ingresso libero) si potrà ammirare una selezione di opere tra quelle restaurate dal progetto di sostegno al restauro.

Da una parte ci sono opere destinate a scomparire: tele dimenticate, pale d'altare ai margini della storiografia ufficiale, quadri per lo più ignorati dagli stessi specialisti. Dall'altra ci sono laboratori di restauro, magari gestiti da giovani, bravi ma senza lavoro: colpiti dalla crisi, dall'assenza di commesse, perché è più facile e rende di più stanziare un finanziamento pubblico per un'opera famosa, piuttosto che investire per una tela che si trova nei sotterranei di una Pinacoteca. Se però un'opera dimenticata incontra un giovane restauratore, il successo è garantito. Sono questi gli ingredienti della mostra Restauri inattesi. Ai margini del patrimonio, che viene inaugurata sabato 18 aprile alle 18 negli spazi espositivi della Fondazione del Monte, in via delle Donzelle 2 a Bologna.

In mostra 19 opere selezionate tra le 27 restaurate grazie all'impegno di 13 laboratori, coinvolti dal progetto Sostegno ai saperi e alle tecniche artistiche attivato dalla Fondazione a partire dal 2011 con un investimento complessivo di 180.000 euro. Un progetto che ha ridato linfa alle attività artigianali del settore del restauro delle opere d'arte e ha consentito anche di riportare in vita tele preziose dimenticate, trascurate, a rischio di un silenzioso e inarrestabile degrado. Al progetto hanno collaborato la Soprintendenza e la Curia di Bologna. La mostra e il catalogo sono a cura di Angelo Mazza, responsabile scientifico del progetto Sostegno ai saperi e alle tecniche artistiche.

La mostra resterà aperta fino a domenica 7 giugno. Orari: tutti i giorni dalle 10 alle 19. Ingresso libero.


In mostra anche due video, uno dedicato alla riscoperta del Desubleo

Oltre alle 19 opere esposte, per tutta la durata della mostra verranno proiettati due contributi video commissionati dalla Fondazione e realizzati da Adriano Sforzi e Tommaso Valente per Ventottoluglio.

Si tratta del video introduttivo alla mostra, dal titolo I restauri inattesi (3' 45''), e del filmato Il restauro della Madonna del Carmine di Michele Desubleo (10' 05''). Nel primo video le testimonianze del Presidente della Fondazione del Monte, Marco Cammelli e del curatore della mostra, Angelo Mazza, guidano un’elaborazione grafica che mostra alcune opere prima e dopo l’intervento di restauro e sintetizzano le linee principali del progetto attraverso i valori che la Fondazione si è data l’obiettivo di sostenere attraverso il progetto Sostegno ai saperi e alle tecniche artistiche. Il secondo video racconta l’esperienza del restauro del quadro del Desubleo e la storia della sua scoperta e ricollocazione nella ex Chiesa del Carmine di Massa Lombarda (Ravenna)







Il progetto Sostegno ai saperi e alle tecniche artistiche e i quadri restaurati

Il progetto Sostegno ai saperi e alle tecniche artistiche e i quadri restaurati

Il progetto ha tre obiettivi: ridare linfa alle attività artigianali del settore del restauro delle opere d’arte, colpite dalla crisi economica e dalla caduta verticale dei finanziamenti pubblici, con un’attenzione specifica ai giovani restauratori e ai laboratori più in difficoltà; offrire un contributo alla conservazione del patrimonio artistico attraverso l’individuazione e il restauro di opere trascurate e a rischio di un silenzioso e inarrestabile degrado; contribuire alla valorizzazione del patrimonio dimenticato attraverso lo studio e l’esposizione dei materiali recuperati. Il progetto nasce all’interno della Fondazione del Monte su proposta di Patrizia Rossi ed è coordinato da Massimiliano Gollini. Il responsabile scientifico è Angelo Mazza, che ha curato anche il catalogo e la mostra Restauri inattesi. Ai margini del patrimonio. Al progetto hanno collaborato la Soprintendenza e la Curia di Bologna.

Nell’ambito delle ricerche è stata individuata nei depositi della Pinacoteca Nazionale di Bologna la grande pala della chiesa del Carmine di Massa Lombarda, che si pensava distrutta dal bombardamento del 1943; opera che si è rivelata del pittore franco-fiammingo Michele Desubleo, tra i principali allievi di Guido Reni. Sono stati identificati: uno dei dipinti più suggestivi e intensi del ferrarese Carlo Bononi, protagonista della pittura del primo Seicento nei territori estensi; il ritratto di una signora inglese ricordato nel libro dei conti di Benedetto Gennari, il nipote del Guercino che fece fortuna in Inghilterra alla corte degli Stuard; una raffinata piccola tela di Zenone da Verona che documenta la diffusione della cultura raffaellesca nell’Italia settentrionale attorno al 1520; inoltre una pala d’altare del bolognese Bernardino Baldi, fondatore di una frequentata Accademia di pittura negli anni dei Carracci; un’altra pala è di Bartolomeo Passerotti, conservata nella Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista a Scanello di Loiano; infine opere di Pellegrino da Fanano, Domenico Maria Viani, Ercole Graziani, Felice Torelli, Giuseppe Varotti, Ubaldo Gandolfi e altri ancora.

I laboratori di restauro coinvolti dal progetto sono: Cornelia Caroline Prassler (Bologna); Beatrice Miserocchi (Bologna); Elisa Stefanini e Nihad Cengic (Bologna); Adele Pompili (Bologna); Patrizia Moro (Bologna); Monica Ori (Bologna); Nicola Giordani (Bologna); Artifigurative di A. Rodella, M. Capelli, S. Cavicchi (Crespellano, Bologna); Etra di Michele Pagani e Maria Lucia Rocchi (Lugo, Ravenna); Studio Conservazione e restauro di Elisa Mattei e Elena Dalle Donne (Bologna); Wunderkammer, laboratorio di restauro di Ugo Capriani (Ravenna); Manuela Mattioli (Bologna); SOS Art di Carlotta Scardovi (Bologna).

Restauri inattesi. Le immagini dell'allestimento
Restauri inattesi. L'inaugurazione (Bologna, 18 aprile 2015)