L'associazione MAP tra i vincitori del bando Funder 35

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Una rete per sperimentare arte e inclusione

L'associazione MAP tra i vincitori del bando Funder 35

Progetti culturali e di educazione non formale di giovani a rischio dispersione scolastica. Sono questi gli obiettivi dell’associazione MAP (ex On the Move) che con il progetto Baumhaus Network è tra i vincitori bolognesi dell’edizione 2017 del bando Funder 35, promosso da diciotto fondazioni tra cui la Fondazione del Monte.

“Con questo finanziamento vogliamo consolidare una nuova rete composta da realtà diverse: MAP, la redazione di Bolognina Basement (la rivista online del network), il circuito del Festival Baum e la crew hip hop degli On the Move”, spiega Luca Padova operatore dell’associazione.

MAP già da alcuni anni lavora in collaborazione con le scuole e i servizi educativi del quartiere Navile per combattere l’abbandono scolastico, coinvolgendo ragazzi e ragazze del territorio in laboratori artistici e culturali o di orientamento formativo e lavorativo. Il progetto Baumhaus Netwrok vuole da un lato incrementare le attività culturali e il protagonismo dei giovani adolescenti e dall’altro lavorare sulla formazione dei soci dell’associazione e degli operatori culturali con corsi sul marketing strategico e sul controllo di gestione e al tempo stesso consolidare tutta la parte di produzione artistica e musicale del network, con l’organizzazione di festival, eventi e rassegne. E tutto questo avverrà nella nuova sede dell’associazione, situata nel parco del Dopo Lavoro Ferroviario in via Serlio. “Abbiamo scelto questo spazio perché ci sembrava un luogo di confine, adatto all’incontro tra le realtà artistiche e giovanili che popolano la prima periferia bolognese e la vita del centro città. Vogliamo che diventi un luogo di sperimentazione e di condivisione di idee, in cui l’arte sia veicolo di inclusione e di partecipazione”.

Arti urbane, writing, hip hop si mescolano per dare agli adolescenti la possibilità di esprimersi attraverso qualcosa di originale e di diverso: “Vogliamo indagare gusti e stili dei giovani coinvolti per riuscire a creare con loro un legame che vada oltre il semplice aspetto della formazione, e legittimare competenze e capacità che potrebbero non trovare spazio in altri contesti”.