Le città come beni comuni

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PROGETTO

Le città come beni comuni

Le città come beni comuni

Il 22 febbraio 2014 è stato presentato presso la Salaborsa di Bologna il regolamento dell’amministrazione condivisa nato dal progetto Le città come beni comuni, che si pone come obiettivo di fare dell'amministrazione condivisa il tratto distintivo del Comune di Bologna. 

L'iniziativa

L'iniziativa

L’iniziativa nata nel giugno 2012, è stata promossa e sostenuta dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna (che ha stanziato un budget di 82.000 euro) e realizzata dal Comune di Bologna con il supporto scientifico di Labsus - Laboratorio per la sussidiarietà e la collaborazione del Centro Antartide. Il contributo iniziale al progetto è del Centro Studi Storia del Lavoro e delle Comunità Territoriali della Fondazione Cassa di Risparmio di Imola. Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha conferito al progetto una propria Medaglia di Rappresentanza.


Il progetto

Il progetto

Il progetto “Le città come beni comuni” intende fare della partecipazione attiva dei cittadini alla cura dei beni comuni urbani un tratto distintivo dell’amministrazione bolognese.
Il regolamento è una trasposizione del principio costituzionale di sussidiarietà, l’art.18 della Costituzione, in norme di livello amministrativo che gli enti locali potranno utilizzare per instaurare rapporti di collaborazione con i cittadini. 


Le attività

Le attività

Le attività del progetto sono ideate in modo da fare di Bologna una realtà esemplare, che possa rappresentare, dal punto di vista normativo ed operativo, un progetto pilota da raccontare ed esportare in altre città. Parallelamente si lavorerà in modo che il metodo utilizzato ed affinato possa essere adottato dal Comune di Bologna sui tre quartieri coinvolti: Navile, San Donato e Santo Stefano.


Le aree

Le aree

Su queste aree sono stati coinvolti i cittadini bolognesi da una parte, dall'altra l'amministrazione comunale; entrambi sono stati stimolati, attraverso percorsi formativi, incontri e seminari, a ripensare le reciproche responsabilità nell'ottica della partecipazione. Se ai cittadini è stata chiesta una maggiore assunzione di responsabilità nelle scelte che riguardano il bene comune, l'amministrazione è stata invitata a coinvolgere maggiormente le grandi risorse e competenze presenti sul territorio.