A scuola di marionette e burattini!

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L'antico lavoro del burattinaio spiegato ai più piccoli

A scuola di marionette e burattini!

A scuola di marionette e burattini!

Le classiche maschere della commedia dell’arte italiana, i pupi siciliani e le marionette della tradizione popolare regionale: sono i burattini della collezione della famiglia Monticelli, una famiglia d‘arte che da ben cinque generazioni fa l’antichissimo lavoro dei burattinai. Alcuni pupazzi sono vecchissimi (costruiti circa all’inizi dell’800) e ormai in pensione, altri invece più “giovani” ancora vanno in scena in giro per l’Italia. Il museo La Casa delle Marionette conserva inoltre copioni scritti a mano e scenografie di carta dei primi del ‘900 e in questo 2018 è stato invaso da molti studenti delle scuole di Ravenna che, grazie al contributo della Fondazione del Monte, hanno partecipato al laboratorio “La scuola come bottega d’Arte”, condotto dai membri della compagnia Teatro del Drago.
“Abbiamo coinvolto bambine e bambine dai 22 mesi fino ai 14 anni, con l’obiettivo di trasmettere l’antica arte dei burattini e delle marionette, ma anche la passione e l’amore per il teatro”, ha spiegato Roberta Colombo attrice di figura del Teatro del Drago. Nel progetto sono state coinvolte 11 classi per un totale di 250 alunni delle scuole di Ravenna e provincia che si sono cimentati nel teatro animato.


Le azioni del laboratorio si sono svolte all’interno del museo, dove i bambini hanno assistito agli spettacoli di burattini della tradizione emiliano romagnola con i protagonisti Fagiolino e Sandrone; hanno usato le marionette e costruito pupi in carta. Una parte degli incontri si è svolta anche all’interno delle scuole, dove i fratelli Mauro e Andrea Monticelli hanno raccontato la storia della loro famiglia. Mescolare saperi antichi con la curiosità delle nuove generazioni e far sì che un mondo lontano come quello del teatro di figura sopravviva al digitale è stata la scommessa della Fondazione del Monte, che fin dai primi anni di apertura del museo, nel 2005, ha sostenuto la compagnia nelle attività all’interno delle scuole.

I giovani e i piccolissimi studenti che hanno partecipato a “Scuola come bottega d’Arte” hanno sperimentato le tecniche antiche del mestiere e diventando la voce e l’anima dei burattini. “Questo ha permesso loro di superare timidezze e vergogna, di esprimersi liberamente e di lasciare spazio alla fantasia, perché i veri protagonisti della scena erano i burattini”, ha racconta Mauro Monticelli. La particolarità del museo è di essere gestito da una compagnia che è ancora attiva: organizza spettacoli e li porta in giro per le piazze italiane ed estere. Partecipa ad importanti festival di teatro di animazione e figura e, insieme al museo, è ufficialmente riconosciuta dal Comune di Ravenna e dal Ministero dei Beni e Attività Culturali. “Nel museo si possono trovare foto dei nostri bisnonni e trisnonni durante gli spettacoli, con la loro carrozza carica di marionette. Conserviamo anche alcuni pezzi di altre famose famiglie di burattinai del nord Italia. Custodiamo nel cuore del centro di Ravenna più di 178 anni di storia del teatro di figura”.