Una lavanderia per dare lavoro ai detenuti

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Lavo&Lavoro al carcere della Dozza

Una lavanderia per dare lavoro ai detenuti

Una lavanderia per dare lavoro ai detenuti

Quattro lavatrici industriali e 6 detenuti al lavoro per lavare gli indumenti degli anziani ospiti delle case di riposo di Asp Città di Bologna: è il progetto Lavo&Lavoro, attivo all’interno della casa circondariale della Dozza, che oltre a garantire ai detenuti una remunerazione a tutti gli effetti e una prospettiva di impiego futuro, consente di offrire alla comunità un servizio essenziale. Lavo&Lavoro nasce dalla proposta della cooperativa Quattro Castelli, impegnata nell’inserimento al lavoro di soggetti svantaggiati. L’azienda Servizi Ospedalieri del gruppo Manutencoop, che dal 2013 è titolare del contratto per il lavaggio della biancheria delle strutture di Asp Città di Bologna (456 posti letto), ha invece deciso di avvalersi della collaborazione della cooperativa per la pulizia degli indumenti degli ospiti. Se tecnicamente si tratta di un subappalto, di fatto la proposta si concretizza nella collaborazione, con modalità innovative, tra una realtà profit e una cooperativa sociale per offrire ai detenuti l’opportunità di lavorare.

Grazie all'adesione della direttrice della Dozza Claudia Clementi e al contributo tra gli altri della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna insieme a Banca Etica, la vecchia lavanderia presente nella sezione maschile del carcere è stata ristrutturata, dotata di nuovi macchinari e messa a norma per poter svolgere un’attività rivolta anche all’esterno. “Per noi è un progetto importantissimo, perché apre ancora di più il carcere alla comunità e dà un’opportunità vera ai detenuti, che acquisiranno competenze lavorative spendibili sul mercato per quando avranno finito di scontare la loro pena – dice la direttrice della Dozza, Claudia Clementi –. Sceglieremo i lavoratori tra chi si è dimostrato capace di lavorare in gruppo e ha una condanna certa non a breve scadenza, dal momento che sarà necessario del tempo per formarli”

Il lavoro in lavanderia impegnerà 6 detenuti, affiancati dal coordinatore della cooperativa Quattro Castelli, e, nella fase iniziale, da una stiratrice che farà loro formazione. “Può sembrare un numero limitato, ma se aiutiamo anche una sola persona a cambiare vita per noi è un traguardo importantissimo”, aggiunge la direttrice della casa circondariale. E gli ospiti delle case di riposo che ne pensano del fatto che i loro vestiti saranno lavati dentro al carcere? “Abbiamo già iniziato a informarli – risponde Elisabetta Scoccati, direttore generale di Asp Città di Bologna –. Sono contentissimi, e anche i loro familiari, perché hanno capito che una parte delle loro rette andrà a favorire l’integrazione dei detenuti”.