Pinocchi sulla strada

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Uno spettacolo a cura della compagnia Arte e Salute

Pinocchi sulla strada

Pinocchi sulla strada

Pinocchi noi tutti, acrobati, dinoccolati, un po’ farabutti, disgraziati figlioli piccoli e soli…
Non c’è stata una volta nel nostro destino
che qualcuno non si sia sentito quel burattino

“Siamo partiti da una riflessione su un corpo costretto a vivere delle situazioni non volute e sull’essere ingabbiati. Per questo abbiamo scelto di lavorare su Pinocchio, per indagare anche il rapporto tra bugia e malattia, tra prendere le medicine ed essere in salute. Nella favola abbiamo trovato molti elementi in comune con il vissuto dei nostri attori”.  

Con queste parola la regista Valeria Frabetti racconta il percorso fatto per la realizzazione dello spettacolo Volevo essere Pinocchio, portato in scena dalla compagnia Arte e Salute Teatro Ragazzi al Teatro Testoni di Bologna. Il progetto “Pinocchi sulla strada”, da cui nasce lo spettacolo, è realizzato grazie al sostegno della Fondazione del Monte e consiste in uno studio e una ricerca teatrale che ha impegnato gli attori della compagnia in un lavoro sul corpo e sulle emozioni durato circa due anni. Dopo un primo momento di formazione per l’inserimento di quattro nuovi attori si è passati allo studio del personaggio: “con una coreografa abbiamo lavorato sulla gestualità del corpo, sul contatto fisico e sull’elaborazione delle diverse possibilità di movimento. Non volevamo fare un’imitazione di un burattino, ma volevamo trasformarci in un burattino di legno” spiega la regista e continua “è importante che gli attori trovino una relazione con il loro corpo che spesso è abbandonato”.

Arte e Salute Teatro Ragazzi è una compagnia un po’ particolare: nata dall’omonima associazione, in collaborazione con il Dipartimento di Salute Mentale di Bologna, coinvolge persone con disagio psichico in cura nei Centri di Salute Mentale del territorio. Obiettivo di Arte e Salute Onlus è combattere lo stigma e il pregiudizio che circondano le persone che soffrono di una malattia mentale attraverso dei percorsi professionalizzanti che al tempo stesso permettano di sperimentare delle forme di “cura” alternative a quella farmacologica.

“In Pinocchio sono confluite tutte le esperienze di vita del nostro gruppo di attori. All’inizio per la preparazione del testo facciamo un lavoro molto corale, di riflessione ed elaborazione di vissuti personali che a volte sono anche molto duri”, Pinocchio è un burattino deriso dagli altri perché diverso, ma questa diversità e la costrizioni in un corpo non naturale lo portano a desiderare di diventare un bambino come tutti gli altri. “Una trasformazione sia fisica che interiore, un po’ come accade con i nostri attori. Questa è la vera ricchezza del nostro tipo di teatro”. E il rapporto con il pubblico ne è la dimostrazione: i più piccini restano affascinati dalla favola e dai costumi e sanno essere anche molto critici; gli spettatori più grandi a volte faticano a trattenere l’emozione: “la diversità rispetto a una compagnia ‘classica’ è che questi attori riescono a diventare il personaggio e tutte le volte lo fanno con un’intensità e una forza interpretativa che spesso neanche noi attori professionisti riusciamo ad avere”.

Il 13 maggio 2018 la legge Basaglia compie quarant’anni (legge che in Italia nel 1978 ha definitivamente chiuso i manicomi) e la compagnia Arte e Salute Teatro Ragazzi festeggerà portando in scena lo spettacolo al Teatro Testoni di Bologna, con cui collabora ormai da tanti anni.  “Noi siamo qui grazie a quella legge e a tutte quelle persone che si sono battute per una delle più grandi conquiste civili del nostro tempo e per far sì che più nessuno potesse essere rinchiuso perché diverso” conclude Valeria Fabretti.