La percezione della violenza tra gli adolescenti

Sociale

Indietro
area: Sociale
Una ricerca azione

La percezione della violenza tra gli adolescenti

L’Associazione Diversa/mente, grazie al sostegno della Fondazione del Monte, ha realizzato da gennaio a giugno 2017 un progetto di ricerca azione sulla percezione che gli adolescenti hanno della violenza che li circonda.

La ricerca ha coinvolto due scuole superiori di Bologna, l’Istituto “Pier Crescenzi Pacinotti” e l’Istituto “Rosa Luxemburg”, per un totale di 75 studenti (italiani e stranieri) e 40 insegnanti, con l’obiettivo di indagare e approfondire le diverse declinazioni della violenza e il modo in cui sono percepite nei diversi aspetti della vita dell’adolescente (scuola, amici, relazioni e famiglia) e per cogliere l’eventuale legame tra eventi globali e dinamiche quotidiane.
Diversa/mente si occupa da più di 15 anni di promozione sociale, realizza progetti per lo sviluppo della psicologia transculturale e per il dialogo tra le diverse culture.

Il metodo della ricerca azione è di solito sperimentato con gli adulti, la sfida è stata quella di coinvolgere gli adolescenti, mettendoli al centro della ricerca e rendendoli protagonisti attivi. “Non ci siamo presentati nelle classi già con una definizione di violenza, ma abbiamo voluto costruirla insieme a loro, analizzando tre livelli diversi: cos’è violento, dove sono percepite queste forme di violenza e come sono fronteggiate”, ha spiegato Filomena Cillo dell’Associazione Diversa/mente.
Durante una prima fase in cui hanno realizzato dei laboratori in classe, gli studenti sono stati divisi in gruppi di lavoro e insieme hanno individuato i diversi contesti in cui, dal loro punto di vista, la violenza si manifesta. “Il bullismo è stato il tema più scelto, ben cinque gruppi di ragazzi hanno deciso di approfondire l’argomento; altri temi sono stati la violenza di genere, l’immigrazione e il razzismo, la violenza internazionale, la violenza nelle manifestazioni sportive e quella domestica e la guida in stato di ebrezza interpretata come una mancanza di rispetto dell’altro”, ha raccontato Antonietta Cacciani, psicologa dell’associazione.

Successivamente, dopo un laboratorio tecnico con alcuni professionisti di media education sull’utilizzo delle tecniche audiovisive e sulla comunicazione, i ragazzi hanno raccolto per le strade della città pareri e riflessioni dei passanti. Le interviste sono state decise e realizzate in autonomia dagli studenti, che hanno ipotizzato le domande da somministrare alle diverse persone, per stimolare un confronto reciproco sul tema, sugli aspetti psicologici della violenza, sulle sue cause e sulle sue conseguenze, cercando anche una strategia per poterla combattere.

Sono stati realizzati 14 video ed “è emerso in modo trasversale che la parola è la principale forma di violenza, come insulto e offesa oppure come silenzio ostile e impossibilità di comunicazione. La parola è stata però anche individuata come strumento principale per affrontare e gestire le diverse manifestazioni di violenza”, ha commentato Filomena Cillo.  La costruzione di un senso comune e condiviso con gli adulti, realizzato in assenza di giudizio, è stato il risultato che la ricerca azione ha raggiunto, cercando durante il percorso di incoraggiare i ragazzi a porsi domande, a riflettere e a cercare risposte per crearsi un’opinione su un determinato fenomeno. Come l’associazione Diversa/mente scrive nel suo report finale, la ricerca azione ha cercato di “rendere consapevoli gli adolescenti delle forme di violenza cui sono soggetti nella vita di tutti i giorni, per comprendere insieme se l’esposizione quotidiana può essere un fattore propulsivo per la manifestazione di altre forme di violenza, sviluppando consapevolezza in merito alle strategie di gestione della violenza e dei vissuti ad essa legati”.

Documenti