Inter-specie: un cane come mediatore

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Un progetto di pet therapy

Inter-specie: un cane come mediatore

Inter-specie: un cane come mediatore

“L’interazione tra due generazioni, giovani e anziani, e la presenza di un cane come mediatore, ha generato una relazione di reciproco sostegno tra i partecipanti, il vero successo di questo progetto”. Con queste parole Marina Casciani presidente dell’associazione ChiaraMilla ha descritto il progetto di pet therapy “Inter-specie”, realizzato grazie al sostegno della Fondazione del Monte e che ha coinvolto due strutture residenziali di ASP Città di Bologna (CRA Saliceto e Centro Diurno Savioli) e alcuni minori in carico al Centro di Giustizia Minorile della Regione Emilia Romagna e Marche afferenti all'area penale esterna.

Obiettivo di “Inter-specie” è far lavorare insieme anziani, giovani adolescenti e cani di taglia piccola e media con particolari abilità per raggiungere un obiettivo comune: il benessere della persona. I risultati del progetto, sviluppato tra maggio e dicembre 2017, sono stati presentati nel febbraio 2018 nella sala comune della Casa di Residenza Saliceto alla presenza degli anziani che vivono nella struttura, dei loro familiari, degli operatori di ASP e di ChiaraMilla.
La pet therapy ha coinvolto 15 anziani della Casa Saliceto affetti da demenza che ogni settimana, guidati dagli operatori di ChiaraMilla e con l’aiuto dei ragazzi in carico alla Giustizia Minorile, hanno svolto attività di gruppo e di interazione con i cani.


“Per prima cosa si cerca il contatto tra il cane e l’anziano con coccole e spazzolatura del pelo. Questo permette di abituarsi alla presenza dell’altro e aiuta a prendere confidenza con la situazione”, ha spiegato Alessandra Santandrea, una delle operatrici IAA (interventi assistiti con animali). Solo in un secondo momento si passa alle attività ludiche e ricreative, come il lancio della palla, per stimolare i cinque sensi e per allenare la memoria. Nei mesi di sperimentazione del progetto gli operatori di ASP e i medici della struttura hanno monitorato gli effetti della pet therapy sugli anziani e hanno notato che il lavoro con i cani e con i ragazzi ha prodotto un miglioramento visibile dell’umore e delle abilità cognitive di 13 anziani coinvolti. “La nostra associazione lavora anche con degli operatori in sedia a rotelle e questo paradossalmente può essere considerato un punto di forza, perché spesso per l’anziano diventano un consulente alla pari che sente meno la differenza di autonomia con chi gli sta davanti”, ha concluso Casciani. Durante i mesi di “Inter-specie” anche i ragazzi in carico alla giustizia minorile hanno potuto sperimentarsi, mettendosi in gioco e imparando a gestire regole e responsabilità del lavoro: hanno prima osservato gli operatori, poi sono diventati i protagonisti, affiancando gli anziani in questo percorso.