Impariamo diversamente

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Progetto INS - Un'altra tappa del viaggio

Impariamo diversamente

Impariamo diversamente

“Dove andiamo non lo sappiamo. Potremmo forse sopravvivere alle malattie e sfuggire alle scelte. Forse resistere anche al lavoro e alla fame che ci consumano…”

E’ un assaggio dell’adattamento che alcuni studenti della Scuola Secondaria di primo grado “A. Costa” I.C.6 Imola hanno fatto del testo “Stelle senza paradiso”, un racconto di storie di bambini ebrei vittime del nazismo. La loro insegnante, Maria Di Ciaula ha portato in classe questo testo dopo un viaggio di formazione a Gerusalemme e lo spettacolo è il frutto del lavoro fatto dai ragazzi durante un laboratorio a scuola sulla Memoria e sulla Shoah. Dopo aver tradotto il romanzo dall’inglese, insieme ad alcuni studenti del liceo linguistico, i ragazzi delle medie hanno dovuto studiare le parti: “ognuno di noi ha dovuto imparare qualcosa, ma l’importante non era sapere tutto, ma sapere esporre nel modo giusto”.

“Con la mia classe abbiamo fatto invece una ricerca sulla Shoah. Ci siamo divisi in piccoli gruppi e ognuno di noi ha scelto delle foto e delle immagini del periodo per costruire un unico racconto. E’ stato un lavoro molto bello e significativo”, racconta un altro studente.

Il progetto di ricerca e il laboratorio teatrale sulla Shoah fanno parte del percorso INS - Impariamo Diversamente, giunto quest’anno alla suo terzo anno di vita e che coinvolge anche una rete di scuole di Imola.
Sono otto in tutto gli istituti che hanno aderito: cinque Istituti Comprensivi (I.C. 2, 4, 5, 6, 7) e tre Scuole Secondarie di secondo grado (Istituto Tecnico Polini – Cassiano, Istituto Alberghetti e il Polo Liceale).  Questa rete di scuole, in collaborazione con alcune realtà del territorio del privato sociale e grazie al sostegno della Fondazione, vuole combattere il fenomeno della dispersione scolastica con una serie di attività che cambino la prospettiva dell’apprendimento scolastico rendendo protagonisti gli studenti.

“Molti insegnanti usano ancora la modalità classica della lezione frontale, ovvero spiegazione orale con riferimento ai libri di testo.  Alcuni alunni però hanno delle difficoltà, anche di comprensione dei contenuti, oltre che di capacità di studio autonomo”, spiega la referente del progetto Nicoletta Balzaretti e continua “Ci siamo impegnati quindi ad applicare le nuove tecnologie digitali alle nostre lezioni, come ad esempio l’uso della LIM (lavagna interattiva multimediale) in classe e a sperimentare nuovi metodi didattici, come il lavoro in gruppi, le classi aperte o i laboratori.”
In alcuni Istituti della rete imolese si sta sperimentando anche il metodo della “classe capovolta”, cioè gli studenti sperimentano attivamente la lezione che studiano sul libro di testo facendo esperienze concrete di quanto appreso in classe. Il docente ha solo il ruolo di facilitatore e aiuta a modellare i contenuti appresi.

Molte delle azioni previste dal progetto Impariamo Diversamente si svolgono anche al di fuori dell’orario scolastico, con alcuni laboratori che lavorano in parallelo con la didattica del mattino. Questa scelta permette di lasciare le scuole aperte più a lungo e quindi dare un ampio ventaglio di opportunità anche a quei ragazzi che hanno minori possibilità rispetto ai loro coetanei.
Alcuni di questi laboratori sono gestiti da educatori e insegnanti e variano a seconda della specificità dell’istituto e degli alunni coinvolti.  
Nelle scuole superiori si traducono per lo più in un dopo scuola, durante il quale ai ragazzi vengono insegnati nuovi metodi di studio oppure alcuni metodi compensativi come le mappe concettuali e l’uso di alcuni software per pc. Per le scuole medie, invece, sono previsti laboratori di teatro, di riparazione di biciclette o creazioni di videoblogging. Gli studenti delle medie sono coinvolti anche in alcuni percorsi creativi ed espressivi che si svolgono durante l’orario curriculare.

Le Scuole Superiori hanno coinvolto tutte le classi del biennio nel percorso Impariamo Diversamente, perché in quella particolare fascia di età c’è un numero maggiore di studenti ripetenti, mentre negli Istituti Comprensivi sono state coinvolte circa il 50 % delle classi.

“Il fenomeno della dispersione scolastica riguarda per lo più famiglie con problemi di natura socio – culturale. Nell’ Istituto Scolastico Paolini-Cassiano abbiamo un’alta concentrazione di ragazzi di origine straniera e di studenti che vivono un forte disagio socio economico. Molti di loro hanno dimostrano anche ritardi nell’apprendimento. Il nostro obiettivo è garantire a ciascuno di loro il percorso migliore”, sottolinea Enrico Michelini dirigente dell’Istituto Paolini – Cassiano, capofila del progetto.

Il progetto già nei primi anni ha portato i suoi frutti positivi e, come spiega Balzetti, la dispersione scolastica nelle scuole di primo grado è stata ridotta del 100%: “siamo riusciti a portare all’esame di licenza media tutti gli studenti ritenuti a rischio dispersione coinvolti nel progetto. Nelle scuole secondarie di secondo grado abbiamo raggiunto, invece, un 20% rispetto ad un esito atteso e previsto dal progetto del 30%”.

Istituto capofila: Paolini Cassiano Imola

Istituti in rete: IC2 - Imola, IC4 - Imola, IC6 - Imola, IC5 - Imola, IC7- Imola, Polo liceale Imola, Istituto Alberghetti - Imola

Altri partner: Consorzio Comunità Solidale, Dipartimento Scienze dell'Educazione UNIBO, Officina Immaginata Ass. prom. Soc.