Il calcio è benessere per tutti

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Fair play a Lido Adriano

Il calcio è benessere per tutti

Il calcio è benessere per tutti

C’è un nuovo modo di vivere il gioco del calcio a Lido Adriano. Un approccio basato sull’educazione, dove tecnica e “buone pratiche educative” si incontrano per formare i calciatori, ma anche e soprattutto gli uomini (e qualche donna) del domani. Questo approccio è confluito nel progetto “Il calcio è benessere per tutti”, sostenuto dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, che si è appena concluso nel comune ravennate.

Articolato in 5 incontri (3 di formazione in aula e 2 sul campo) che prevedevano la formazione di genitori, dirigenti, allenatori e calciatori delle annate più basse (dal 2007 al 2012) del club ravennate, il progetto, ideato dal Lido Adriano, ha avuto come formatrice la dottoressa Eva Preto, consulente pedagogico con esperienza in ambito pedagogico e formativo, avendo organizzato numerosi corsi destinati a genitori, familiari ed educatori sulla comunicazione educativa.

Sono 3 le aree tematiche nelle quali si è articolato il progetto: le autonomie (saper fare una serie di cose da soli, senza l’aiuto degli adulti); le buone pratiche educative (imparare a rispettare gli altri, ad essere gentili e corretti); l’autostima personale e di gruppo (imparare il gioco di squadra attraverso la conoscenza e la fiducia dei compagni e capire che si può vincere solo se si pensa di vincere insieme).

“I destinatari dei miei incontri – spiega Eva Preto – sono stati allenatori e dirigenti, ragazzini e genitori. Con i primi mi sono concentrata sulla comunicazione, che deve essere autorevole ma allo stesso rispettosa dei calciatori. Purtroppo un vecchio modo di allenare, spesso offensivo, derisorio e per nulla educativo aleggia ancora in certe società, a discapito della motivazione dei bambini. Ed è con loro che mi sono soffermata sull’autostima personale e di gruppo: definirsi perdenti diventa, alla fine, una sorta di profezia che si auto-avvera, laddove si finisce davvero per perdere perché non si pensa di poter fare altro”.

Una parte del progetto ha riguardato anche l’atteggiamento e il comportamento dei genitori: purtroppo le cronache spesso portano alla ribalta atteggiamenti totalmente sbagliati da parte degli adulti che assistono alle partite dei loro figli. Ecco allora la necessità di valorizzare sempre più quella che è pur sempre la principale istituzione educativa, la famiglia, cercando di far capire ai genitori la necessità di un approccio sereno, corretto, educato per aiutare i loro figli a crescere in modo sano ed armonico nel rispetto dei valori dello sport.

“Abbiamo piacere di aver avuto un feedback positivo circa la riuscita del progetto – dice Gino Bolognesi, presidente della società calcistica di Lido Adriano –. Ci abbiamo creduto molto e i risultati ci sono stati. Abbiamo avuto fiducia nelle capacità di dirigenti e allenatori, ragazzi e genitori, sottolineando che la realizzazione di un così grande progetto educativo ci sarebbe stata soltanto con la collaborazione di tutti”.

“Ringraziamo la dottoressa Eva Preto, ideatrice e responsabile del progetto educativo – continua Bolognesi –, che ha lavorato con grande competenza e professionalità al fine di raggiungere gli obiettivi formativi. Si voleva che concetti importanti come il rispetto, l'ascolto, la fiducia, il gioco di squadra entrassero a far parte di tutti i partecipanti”.