Tablet e smartphone per aiutare chi soffre di Parkinson

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Misurare gli effetti della terapia antiparkinsoniana

Tablet e smartphone per aiutare chi soffre di Parkinson

Tablet e smartphone per aiutare chi soffre di Parkinson

Sono stati presentati il 7 ottobre 2017 i risultati del progetto “Telemedicina e malattia di Parkinson: il monitoraggio terapeutico al domicilio del paziente”, un protocollo standardizzato per misurare gli effetti motori e non motori della terapia antiparkinsoniana tramite l’uso di un tablet e di uno smartphone.

Realizzato, con il coordinamento della dottoressa Manuela Contin, dai laboratori dell’Istituto delle Scienze Neurologiche dell’Azienda USL di Bologna, grazie al contributo della Fondazione del Monte, questo sistema può essere usato in autonomia in casa, senza l’aiuto del personale sanitario.

I risultati di questa ricerca, che ha coinvolto 19 pazienti (10 donne e 9 uomini tra i 47 e i 75 anni), sono stati presentati a Torino in occasione del convegno della SIAMOC (Società Italiana di Analisi del Movimento in Clinica) e hanno portato all’elaborazione di conclusioni positive circa l’esito del programma di monitoraggio e ricerca: dei 19 pazienti coinvolti 11 hanno avuto, da un punto di vista clinico, effetti e riscontri positivi in tutte le tappe del programma; 7, invece, non hanno registrato dei cambiamenti significativi. Non è stato preso in esame il risultato del monitoraggio di uno dei pazienti coinvolti, a causa di una forte discrepanza registrata tra i risultati dovuta ad alcuni problemi gastrici.

Le persone coinvolte nel protocollo hanno dovuto sperimentarsi nell’uso di un sistema portatile integrato, basato su un tablet, uno smartphone da indossare in cintura e un apparecchio per la misurazione della pressione arteriosa. Con questa strumentazione il paziente è stato guidato nell’esecuzione di semplici test per misurare la destrezza manuale, l’impaccio motorio e la pressione sanguigna in risposta alla somministrazioni di alcune dosi di farmaci. L’unione di tecnologie digitali e internet (nota come telemedicina) ha permesso di condividere informazioni mediche direttamente dal paziente alla struttura sanitaria.

La malattia di Parkinson oltre a manifestarsi attraverso sintomi motori (rigidità, tremori, rallentamento nel movimento) può generare anche altri tipi di disturbi, come depressione, disturbi cognitivi e del sonno, che incidono sulla qualità di vita del paziente e che, con il progredire della malattia, possono avere delle ricadute negative anche a livello familiare e sociale. Inoltre il Parkinson è la seconda malattia neurodegenerativa dopo l’Alzheimer e si stima che solo in Emilia Romagna ci siano circa 10.000 pazienti e che ogni anno si presentino circa 500 nuovi casi.

L’obiettivo di questa sperimentazione è offrire un servizio a distanza integrato e complementare alle visite in ambulatorio, che permetta di aumentare il numero di controlli e di rafforzare il coinvolgimento dei pazienti e dei caregiver nella gestione della malattia.

Nonostante alcune differenze nei risultati clinici del test, diciotto pazienti hanno espresso una valutazione tra il “soddisfatto” e “molto soddisfatto” per quanto riguarda la fruibilità e l’affidabilità della piattaforma, soprattutto durante l’uso domestico, facendo emergere quindi una situazione equivalente tra il monitoraggio terapeutico in ambulatorio delle persone affette da Parkinson e quello a domicilio.

Nonostante il progetto sia ormai concluso, questi risultati fanno sperare che in futuro sarà possibile incrementare il numero di controlli clinico-terapeutici che avvengono a casa, specialmente per le persone che vivono uno stadio avanzato della malattia, contenendo in questo modo gli spostamenti verso i centri medici e i costi relativi.