L’APP che salva la vita

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DAE RespondER

L’APP che salva la vita

L’APP che salva la vita

Nei casi di arresto cardiocircolatorio, un intervento tempestivo può salvare la vita. Defibrillare entro 3-5 minuti dall’inizio dell’arresto può consentire la sopravvivenza nel 50-70% dei casi.
Il progetto DAE RespondER, finanziato dalla Regione Emilia Romagna, realizzato dal Sistema 118 e sostenuto dalla Fondazione del Monte, punta ad incentivare l’utilizzo rapido e diffuso dei defibrillatori semiautomatici. Alla base del sistema c’è una App integrata al Sistema 118 attivo a livello regionale. Una novità per il panorama italiano.

Giovedì 30 novembre la Fondazione del Monte ha organizzato, all'Oratorio di San Filippo Neri, insieme all’ASL di Bologna, un convegno per presentare il progetto: DAE ResponER, l’APP che allerta i defibrillatori (programma). I lavori sono stati aperti dalla Presidente della Fondazione Giusella Finocchiaro e dall’assessore alla Sanità del Comune di Bologna Giuliano Barigazzi.

DAE RespondER, App gratuita, consente a chiunque sia registrato (DAE First Responder) di essere allertato, nel caso in cui la Centrale Operativa 118 identifichi un sospetto arresto cardiaco nell’area per cui l’utente ha dato la disponibilità a intervenire. Consente inoltre di localizzare il DAE più vicino, per poterlo recuperare e portarlo dove si trova la persona colpita. Si tratta di una App “multifunzione”: permette infatti di collaborare al censimento dei defibrillatori sul territorio, segnalando eventuali correzioni e rilevando nuovi DAE non presenti. Infine, sempre mediante la App, è possibile effettuare una chiamata di emergenza al 118 inviando automaticamente le coordinate per una localizzazione più rapida. L’App - strumento informatico completamente integrato con le tre Centrali Operative 118 della Regione (Emilia Ovest, Emilia Est e Romagna) - è stata sviluppata dunque con un obiettivo preciso: contribuire a ridurre i tempi di intervento sui codici blu, ovvero casi presunti di arresto cardiocircolatorio, che si verificano sul territorio dell’Emilia-Romagna.

Ecco come funziona il sistema: una persona è colta da malore, i presenti chiamano il 118. Sugli smartphone dei DAE First Responder registrati nel sistema arriva una notifica, con cui si avvisa che la Centrale Operativa 118 ha registrato un probabile arresto cardiocircolatorio nelle loro vicinanze. I DAE First Responder aprono la App e visualizzano le informazioni di base, quali la propria distanza dall’evento e dal defibrillatore. Per confermare alla Centrale Operativa 118 la propria disponibilità a intervenire, basta premere sul display “Posso intervenire” senza eseguire alcuna chiamata. Il sistema accetta la disponibilità e guida il DAE First Responder al recupero del DAE nelle vicinanze per portarlo sul luogo dell’evento; nel frattempo la Centrale Operativa 118 può seguire sul proprio cartografico il DAE First Responder in avvicinamento.  Arrivato sul posto con il defibrillatore, il DAE First Responder – in contatto telefonico con l’operatore del 118 – eseguirà le operazioni di soccorso. Attualmente sono registrati alla App oltre 300 DAE First Responder sparsi in tutto il territorio emiliano-romagnolo. La Regione Emilia-Romagna ha predisposto un portale unico per il censimento e la localizzazione dei DAE presenti sui territori provinciali. Tutti i soggetti pubblici o privati che posseggono o dispongono di un defibrillatore, hanno l’obbligo di comunicarlo alle Centrali Operative 118 di riferimento. Attualmente, sono registrati più di 1500 DAE; a regime, si dovrebbe superare quota 2000.

www.118er.it/dae

Alcune immagini del convegno