Magnus e l'altrove. Favole, Oriente, Leggende

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Magnus e l'altrove. Favole, Oriente, Leggende

Magnus e l'altrove. Favole, Oriente, Leggende

Una grande mostra con 140 tavole originali, disegni, illustrazioni mai viste e documenti inediti, un libro e un film: tutto per ricordare e riscoprire Magnus, nome d’arte del bolognese Roberto Raviola (scomparso il 5 febbraio 1996 a soli 57 anni), uno dei più grandi autori del fumetto italiano, nell’imminente ricorrenza del ventennale della morte. L’esposizione Magnus e l’altrove. Favole, Oriente, Leggende, promossa dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna è stata inaugurata sabato 21 novembre 2015 negli spazi espositivi della Fondazione in via delle Donzelle 2. L'apertura della mostra, a ingresso libero, è fino al 6 gennaio 2016.

Magnus viene ricordato anche con il libro Magnus prima di Magnus. Gli anni dell’apprendistato di un maestro del fumetto (Alessandro editore), e con le immagini del film Ho conosciuto Magnus, diretto e scritto da Paolo “Fiore” Angelini, un progetto ABC Arte Bologna Cultura. Per la realizzazione del libro e del film al sostegno della Fondazione del Monte si è affiancato quello di Hera, a conferma dell’importanza della collaborazione tra importanti realtà del territorio nella produzione e nell’offerta di iniziative culturali di qualità.

Il percorso espositivo

Il percorso espositivo

Il percorso della mostra – a cura di Luca Baldazzi e Michele Masini – si apre con 50 illustrazioni a colori, rarissime e mai prima d’ora esposte, realizzate da un giovanissimo Roberto Raviola all’inizio degli anni Sessanta per le collane di libri di favole per ragazzi della casa editrice Malipiero: dalle Mille e una Notte al Mago di Oz, fino alle storie e leggende regionali italiane. In questi lavori si possono già rintracciare le radici dell’immaginario di Magnus, in seguito disegnatore di alcuni tra i più popolari personaggi dei fumetti: Kriminal, Satanik, Alan Ford (su testi di Luciano Secchi, alias Max Bunker) e poi creatore di saghe come Lo Sconosciuto, I Briganti, Le Femmine incantate, fino all’ultimo leggendario Tex realizzato per l’editore Bonelli. In esposizione si vedranno tavole originali, schizzi, bozzetti e copertine da I Briganti, La signora Ning, Le 110 Pillole, Lunario e Le Femmine incantate

Dall’esordio con gli albi di Kriminal (1964) all’epilogo con la storia di Tex La valle del terrore (1996), Magnus ha attraversato (e spesso mescolato) il nero e il comico-grottesco, la spy-story e l’avventura, il giallo e la fantascienza, il fumetto giornalistico “di realtà” e la favola orientale, l’erotico e il pornografico, il folklore dell’Appennino emiliano e il western: una varietà impressionante di geografie e generi del racconto popolare, interpretato di volta in volta con altrettanta poliedricità di stili grafici. Un feuilleton lungo più di trent’anni, nel corso dei quali è rimasto autore sempre riconoscibile e amatissimo (dai lettori prima che dalla critica) nonostante i frequenti cambi di rotta. Kriminal, Satanik, Alan Ford e il gruppo Tnt, Lo Sconosciuto, I Briganti, La Compagnia della Forca, Milady, Le Femmine incantate, Tex: nella sua carriera i personaggi passano, ma su ognuno di loro, anche quelli non ideati ma “solo” disegnati da lui, resta impressa la firma di Magnus. Che l’autore trasformò non a caso, a un certo punto, nell’esagramma 56 dell’I Ching, il Libro cinese dei mutamenti: il simbolo che rappresenta il Viandante. Ovvero “colui che non smette di cercare”.

Cifra comune della vasta produzione di Magnus è la ricerca di un Altrove, la dimensione senza tempo dell’Avventura, dove portare il lettore con la potenza affabulatoria del disegno e del racconto (“Bisognerebbe – diceva l’autore – scrivere con il compasso e disegnare col vocabolario”). Sempre in bilico tra un minuzioso realismo e la deformazione ironica del segno grottesco, nei suoi fumetti Magnus fa convivere in una sintesi perfetta mondi a volte lontanissimi. Ed è all’Oriente come scrigno di storie, alle sue culture e letterature, che rivolge più spesso la sua attenzione: nella saga dei Briganti, ad esempio, adatta un celebre romanzo popolare cinese del XIV secolo, trasportando però la storia in un futuro scenario fantascientifico alla Flash Gordon. E nel Lunario mescola racconti fantastici della tradizione cinese e storie del folklore dell’Appennino tosco-emiliano. Oltre alle tavole tratte da queste opere, la mostra alla Fondazione del Monte espone disegni, copertine, schizzi e studi da Le 110 Pillole, La signora Ning e Le femmine incantate, per un totale di 140 lavori.

Il percorso si chiude con un eccezionale e finora inedito video-documento, ritrovato dal critico ed esperto di fumetti Silvano Mezzavilla. Magnus parla del suo lavoro e risponde alle domande dei lettori durante un incontro alla manifestazione Treviso Comics l’11 marzo 1995, meno di un anno prima della sua morte. A quell’evento parteciparono anche Franco Matticchio e Moebius, il maestro del fumetto francese, uno dei più grandi autori internazionali della letteratura disegnata, che ebbe in quell’occasione per l’arte di Magnus parole di grande elogio.


Il libro

Il libro "Magnus prima di Magnus"

In occasione della mostra è stato pubblicato da Alessandro editore il volume Magnus prima di Magnus. Gli anni dell’apprendistato di un maestro del fumetto, a cura di Luca Baldazzi, con decine di illustrazioni inedite, foto, documenti e saggi di Antonio Faeti, Luca Baldazzi, Fabio Gadducci e Michele Masini. Si tratta di un approfondimento sui primi anni della carriera di Magnus, con un ricchissimo corredo di immagini finora mai viste dei primi lavori a fumetti e non del giovane Roberto Raviola, diplomato in Scenografia all’Accademia di Belle Arti di Bologna nel 1961. Il volume, promosso dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, è stato realizzato con il sostegno di Hera.


Il film

Il film "Ho conosciuto Magnus"

Chi era Magnus? Un artista inquieto, un maniaco della perfezione, un uomo turbato dai suoi demoni interiori? Conversazioni, racconti, domande e impressioni di chi lo ha frequentato e conosciuto, la moglie Margherita, il disegnatore Giovanni Romanini, i critici Luca Baldazzi, Andrea Plazzi, Giulio Cesare Cuccolini, lo sceneggiatore Claudio Nizzi, gli amici Sara Spisni, Sergio Tisselli, Maurizio Rovinetti, Renato Spolaore, Fabio Testoni e altri ancora. Un confronto in cui ciascuno racconta il “proprio” Magnus, cercando nell'incontro con gli altri risposte a domande sospese nel tempo.

Il percorso del film Ho conosciuto Magnus, diretto e scritto da Paolo “Fiore” Angelini segue tre tappe fondamentali della carriera di Roberto. I tempi eroici di Alan Ford, la prima età, la giovinezza. Quindi la grande avventura de “Lo Sconosciuto”, il Magnus maturo e autore, complesso d’animo e inesauribile nel cercare nuove sfide. Infine l’abbandono della sua opera leggendaria per dedicare tutto se stesso alla leggenda del fumetto italiano, il Tex de La valle del terrore. Un’opera, cui dedicherà ben sette lunghi anni e che porterà Magnus a isolarsi tra i boschi e le valli di Castel del Rio.

Ho conosciuto Magnus è un progetto ABC Arte Bologna Cultura, realizzato grazie al sostegno di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, Unicredit e Hera.

Magnus e l'altrove: l'allestimento
Magnus e l'altrove: l'inaugurazione (sabato 21 novembre 2015)

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Con una mostra di 140 opere la Fondazione del Monte celebra e ricorda Magnus, l’artista di Kriminal, Alan Ford e Lo Sconosciuto, uno dei grandi maestri del fumetto popolare italiano. Dal 22 novembre 2015 al 6 gennaio 2016. In uscita anche un libro e un film. Inaugurazione sabato 21 novembre alle 18.30 in via delle Donzelle 2 a Bologna. Ingresso gratuito.