Come portare il jazz ai giovani

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Il progetto didattico Massimo Mutti

Come portare il jazz ai giovani

Il Bologna Jazz Festival è ormai un appuntamento consolidato nello scenario delle rassegne musicali. L’associazione Bologna in Musica ha voluto guardare oltre e grazie al sostegno della Fondazione del Monte ha aggiunto, dal 2013, un altro importante tassello al Festival: il laboratorio didattico dedicato al ricordo di “Massimo Mutti”, fondatore del Festival. Quest’anno a caratterizzarlo la saldatura tra musica e arte.

Il progetto coinvolge gli studenti del Conservatorio “G. B. Martini” e del Liceo “L. Dalla” di Bologna offrendo loro la possibilità di poter seguire una settimana di Master Class con artisti diversi che suonano poi nei teatri della città.
Organizzare degli incontri e dei focus musicali per dare la possibilità agli studenti di poter lavorare a fianco dei grandi musicisti, di poter guardare da vicino il loro lavoro toccandolo con mano ci sembrava il modo più significativo per far crescere professionalmente questi ragazzi”, ha spiegato Federico Mutti, Presidente dell’associazione Bologna in Musica.
Il progetto didattico prevede inoltre l’assegnazione di un premio finale (Premio Massimo Mutti) ovvero due borse di studio che consentono agli allievi selezionati di partecipare ai corsi internazionali di perfezionamento estivi realizzati dalla Fondazione Siena Jazz –Accademia Nazionale del Jazz. I vincitori delle due borse di studio sono stati, per il 2017, il bassista Kim Baiunco e il chitarrista Alain Federico Pattitoni.

Il primo workshop di quest’anno si è svolto il 30 ottobre al Conservatorio “Martini” ed è stato tenuto da Steve Lehman, uno dei più interessanti compositori della scena jazzistica contemporanea. A Ferrara invece si è svolto l’unico laboratorio di composizione e arrangiamento originali per largo organico del territorio. A condurlo la Tower Jazz Composers Orchestra. Di jazz e business si è parlato invece il 10 novembre, tra i presenti anche il direttore dello Small Jazz Club di New York. Tutti gli eventi realizzati nell’ambito del progetto “Massimo Mutti” sono stati inseriti all’interno del programma Bologna Jazz Festival 2017, con ingresso libero.

L’edizione di quest’anno ha portato una novità, unendo due universi espressivi diversi: la musica e il disegno. Segnosonico, un laboratorio organizzato in collaborazione con BilbOlBul, il festival internazionale di fumetto, ha coinvolto oltre agli allievi del Conservatorio “Martini” e del Liceo “L. Dalla” anche gli studenti del Liceo Artistico e dell’Accademia delle Belle Arti in un lavoro sull’improvvisazione nel disegno e nella musica.
Il risultato è stata una performance in cui i ragazzi che suonavano davano le spalle al pubblico per rivolgersi verso la proiezione di una tavola rotonda di giovani che disegnavano, ispirati dalla musica che  ascoltavano. Un ciclo continuo di suggestioni, ispirazione e improvvisazione”, ha raccontato Federico Mutti, che ha concluso: “Il ruolo della Fondazione del Monte in questo progetto è stato fondamentale, un ruolo che è andato oltre il contributo economico, per essere più di stimolo nell’ideazione, progettazione insieme di un percorso che negli anni è cresciuto e cambiato molto”.