Tra le bellezze artistiche di Ravenna insieme a Valentina

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L'arte come strumento di integrazione

Tra le bellezze artistiche di Ravenna insieme a Valentina

Tra le bellezze artistiche di Ravenna insieme a Valentina

Nelle giornate Fai di Primavera, a fine marzo 2017, a Ravenna tra i volontari c’era anche Valentina Orso, una delle partecipanti al programma Arte un Ponte tra Culture, il corso sulla storia dell’arte rivolto ai cittadini di origine straniera. Valentina è moldava e ha accompagnato un gruppo di dieci visitatori suoi connazionali in un percorso guidato all’interno della storica Biblioteca Classense, l’antico monastero dei monaci Camaldolesi di Classe, rinnovata dopo alcuni recenti restauri.

Questo progetto, realizzato dal FAI e dall’Associazione Amici del FAI, grazie al contributo della Fondazione del Monte, vuole favorire il processo di integrazione sociale dei cittadini stranieri che vivono in Italia attraverso lo studio della storia dell’arte e del grande patrimonio artistico nazionale.

I visitatori moldavi, insieme a Valentina, hanno potuto apprezzare le bellezza della Sala Dantesca, l’antico refettorio che conserva un affresco del pittore ravennate Luca Longhi, raffigurante Le nozze di Cana, e la maestosa Aula Magna dove sono custodite opere e manoscritti del 1500.

“Già conoscevo qualche sito artistico e avevo già visitato qualche museo, ma non conoscevo tutta la storia di Ravenna. Con questo corso ho scoperto tantissimi altri dettagli interessanti e altri luoghi che ancora non avevo visitato.  Non si può vivere in una città senza conoscerne le origini”, spiega Valentina.  E’ molto emozionata per la giornata, perché rappresenta il suo primo banco di prova di quanto ha appreso fino ad  ora durante il corso. Ai membri della sua comunità, che per questo evento l’hanno raggiunta all’ex monastero di Classe, vuole raccontare con precisione la storia del luogo senza tralasciare nessun particolare.

 “Mio marito è laureato in archeologia e grazie a lui mi sono appassionata all’arte. Un giorno è tornato a casa dicendomi di aver letto sul giornale del corso del FAI, fino alla fine è stato indeciso ma poi ha lasciato che fossi io a partecipare”, continua Valentina Orso, “è molto interessante e divertente, non solo per quello che studiamo sull’arte italiana, ma anche per lo scambio interculturale che c’è tra noi partecipanti”. 

Ventisette in tutto le persone che si sono iscritte al corso di quest’anno provenienti da tutto il mondo: dall’Africa, dall’est Europa, dal sud America e dal Medio Oriente.
Arte un ponte tra culture terminerà a maggio e gli ambasciatori di arte e cultura dovranno scegliere un altro luogo da raccontare ai propri connazionali. Nella giornata conclusiva riceveranno il diploma come mediatori interculturali.