La rivoluzione del Festival 20 30

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Prima serata giovedì 19 novembre in Oratorio

La rivoluzione del Festival 20 30

La rivoluzione del Festival 20 30

Dopo il successo dello scorso anno (4 laboratori teatrali, più di 60 giovani attori coinvolti, 5 spettacoli da tutto esaurito più una replica straordinaria, 1.200 presenze) torna il Festival 20 30 con cinque serate in Oratorio di San Filippo Neri a partire da giovedì 19 novembre.

Il tema della seconda edizione del Festival farà i conti con la possibilità di un cambiamento radicale, improvviso, e sarà "La rivoluzione?". L'associazione Kepler-452 con il Direttore Artistico Nicola Borghesi proveranno a dare risposte ad alcune domande sul rapporto tra una generazione, cioè coloro che hanno tra i 20 e i 30 anni, e un tema: la rivoluzione. È una voglia vera o un'autorappresentazione? Cambiare cosa? Cambiare chi? Cambiare come? È solo lo slancio comune a tutti i corpi giovani o pensiamo veramente che qualcosa possa cambiare? Se si dovesse fare la rivoluzione, da cosa si comincerebbe? Come si fa una rivoluzione? Quanto dura? A cosa serve? Con chi la si fa? E dopo la rivoluzione, la vita, com'è?

Quattro compagnie teatrali giovani presentano quattro spettacoli e tengono laboratori per quattro giorni con un gruppo di giovani del territorio, al fine di mettere in scena l'idea di rivoluzione. Ognuno di questi laboratori si conclude con una prova aperta che andrà in scena a margine dello spettacolo della compagnia che lo ha condotto. Chi seguirà il festival avrà così un "mosaico" composto da otto immagini: i quattro spettacoli e i quattro finali di laboratorio.

La seconda edizione di Festival 20 30 ha poi "appaltato" una parte della direzione artistica a un gruppo di 25 giovani tra i venti e i trent'anni, individuati tra i 60 partecipanti ai laboratori della prima edizione: le Avanguardie 20 30. Questa è solo una delle principali novità della seconda edizione del Festival. Ecco le altre. Una produzione targata Festival 20 30 e Kepler-452, "La rivoluzione è facile se sai come farla", che riunirà nel perimetro di uno spettacolo la regia di Nicola Borghesi, la scrittura di Quit the Doner, le musiche de Lo Stato Sociale, le scene di Calori&Maillard. In scena Paola Aiello, Nicola Borghesi, Lodovico Guenzi, Livio Remuzzi. Questo sarà lo spettacolo conclusivo del Festival, in scena sabato 28 novembre alle 21. L'altra novità è invece in programma giovedì 26 novembre, sempre alle 21, ed è "La rivoluzione è facile se sai con chi farla", in cui i partecipanti a tutti i laboratori di Festival 20 30 indicheranno chi, secondo loro, è la più rivoluzionaria tra le persone che conoscono personalmente. Questo insieme di invitatori e invitati, rivoluzionari e rivoluzionati, andrà in scena insieme dando vita a una serata per nulla scontata.

Ecco il programma completo del Festival 20 30, a cura di Kepler-452 con il sostegno di Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna e il patrocinio del Comune di Bologna.

Giovedì 19 novembre ore 21: L'uomo nel diluvio, di Amendola/Malorni

Venerdì 20 novembre ore 21: "Karmafulminien" di Generazione Disagio

Giovedì 26 novembre ore 21: "La rivoluzione è facile se sai con chi farla" a cura di Kepler-452 con i partecipanti ai laboratori di Festival 20 30 e un nucleo di rivoluzionari

Venerdì 27 novembre ore 21: "Chi ama brucia" di Alice Conti/Ortika (selezionato dalle Avanguardie 20 30)

Sabato 28 novembre ore 21: "La rivoluzione è facile se sai come farla" di Kepler-452 con la partecipazione de Lo Stato Sociale.

L'ingresso a tutti gli spettacoli, come per l'intera stagione culturale promossa dalla Fondazione del Monte in Oratorio, è libero fino a esaurimento dei posti disponibili.