La Fondazione del Monte cambia: da mecenate a investitore

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La Presidente illustra il Bilancio di Missione 2015 e disegna il futuro

La Fondazione del Monte cambia: da mecenate a investitore

La Fondazione del Monte cambia: da mecenate a investitore

In un contesto sociale ed economico incerto e fluido (basti pensare a Brexit), anche la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna è pronta a cambiare pelle e ad avviare un rinnovamento. Occorre passare da mecenate a investitore, per confermare e rafforzare il suo ruolo di protagonista del terzo settore e di interlocutore attivo sui progetti che contribuisce a realizzare in ambito sociale, culturale e scientifico. E’ il nuovo profilo della Fondazione del Monte secondo la Presidente Giusella Finocchiaro che, alla scadenza del primo anno di mandato, mercoledì 29 giugno 2016 ha presentato alla città il Bilancio di Missione 2015 e disegna la fisionomia futura dell’ente di via delle Donzelle. Un soggetto che deve fungere da coordinamento e stimolo fra soggetti privati e verso il mondo del pubblico; che ascolta sempre di più gli altri soggetti attivi sul territorio; che promuove il partenariato e i progetti complessi disegnati da organizzazioni pubbliche e private, insieme; che pianifica progetti replicabili; che deve evolvere da un modello erogativo a un modello partecipativo.

I progetti conclusi e quelli appena nati

I progetti conclusi e quelli appena nati

Durante l’ultimo anno si sono strette ancora di più le maglie delle collaborazioni con le istituzioni pubbliche del territorio, con le amministrazioni comunali di Bologna e Ravenna, con l’Università, in generale con le istituzioni pubbliche e private: alcuni grandi progetti sono stati conclusi e altri sono nati. A Ravenna si è completato il restauro di Palazzo Rasponi ed è stato tagliato il nastro del nuovo sito archeologico del Porto bizantino di Classe. A Bologna è stata inaugurata la terza fase del progetto di urbanistica partecipata Bella Fuori alla Croce del Biacco, così come sono diventati percorribili a piedi e in bicicletta i 15 chilometri del percorso Lungo Reno Navile che porta da Casalecchio a Castel Maggiore. Ancora, sono finiti i lavori di consolidamento strutturale delle Due Torri e, a Crevalcore, i bambini della frazione di Palata Pepoli sono finalmente tornati in una scuola vera dopo il terremoto del 2012. Inoltre la Fondazione ha lavorato a stretto contatto con le aziende sanitarie del territorio per promuovere il ciclo di appuntamenti pubblici La medicina incontra su temi di salute di carattere generale molto sentiti dalla comunità. Sono poi stati gettati i semi per nuovi e importanti progetti: la Fondazione del Monte ha firmato di recente un accordo con UniCredit per l’apertura al pubblico della Quadreria di Palazzo Magnani che, non a caso, si trova in via Zamboni, zona per la riqualificazione della quale la Fondazione sta affiancando con impegno e convinzione l’Università di Bologna. Lo dimostra anche il contributo stanziato per l’apertura serale delle biblioteche e sale studio dell’Alma Mater in via Zamboni e dintorni.


Addio alla carta: sarà tutto digitale

Addio alla carta: sarà tutto digitale

Tra le novità, a partire dalla prossima scadenza per la presentazione delle domande di contributo entreranno in vigore nuovi criteri di selezione e valutazione dei progetti. Tra le novità, la possibilità di chiedere un contributo anche prima del compimento dei tre anni di vita dell’associazione (una opportunità inedita per le realtà giovani) e la totale abolizione della carta: tutto l’iter della richiesta del contributo, dalla domanda iniziale alla rendicontazione finale, sarà digitale.

Il 2015 è stato un anno di cambiamenti per la Fondazione che ha rinnovato la gran parte dei propri Organi: Consiglio di Indirizzo, Presidente e Collegio Sindacale. Il Consiglio di Amministrazione verrà invece rinnovato nel 2017. La Presidente, appena eletta, ha proposto una riduzione dei compensi degli organi approvata all’unanimità dal Consiglio di Indirizzo, benché i compensi precedenti fossero già ampiamente inferiori a quelli previsti dal Protocollo di Intesa tra il Ministero dell’Economia e delle Finanze e ACRI, Associazione di Fondazioni e Casse di Risparmio. Anche il mandato degli Organi è stato ridotto da cinque a quattro anni in sede di modifica dello Statuto ed è stata decisa l’autoriduzione a quattro anni anche per i mandati in corso di Consiglio di Indirizzo, Presidente e Collegio Sindacale che dunque resteranno in carica fino al 2019 anziché al 2020.


Dal gelato di Marco Polo alla città contemporanea

Dal gelato di Marco Polo alla città contemporanea

Anche la presentazione del Bilancio di Missione 2015 conferma la direttrice verso cui ci si muove: nella splendida cornice dell’Oratorio di San Filippo Neri, contenitore culturale di proprietà della Fondazione, alla relazione della Presidente è seguito un regalo alla città, un’occasione di riflessione su argomenti di grande interesse sociale che accadrà ogni anno. Il primo ospite d’onore è l’architetto Mario Cucinella con un intervento dal titolo Dal gelato di Marco Polo alla città contemporanea nel quale parlerà della sostenibilità degli edifici, del rapporto tra l’architettura e la sua ingegneria nel rispetto dei luoghi e del clima, dell’immaginare edifici a bassa tecnologia nei quali la forma e i materiali lavorano svolgendo una invisibile funzione ecologica. Una sfida affascinante che la Fondazione ascolta con interesse e offre al dibattito pubblico.

A completare l’illustrazione del Bilancio di Missione 2015 sono stati i responsabili di quattro progetti, uno per ogni area di attività, considerati esemplificativi dell’impegno della Fondazione sul territorio: il progetto Ciak in carcere che ha dato origine a Cinevasioni, il primo festival del cinema in carcere (area Sociale); il progetto Affrontare la demenza (area Ricerca scientifica); il Bologna Jazz Festival (area Cultura); la maratona fotografica promossa dall’associazione DisturBO (area Sviluppo locale) che ha vinto il bando FUNDER35 nel 2015.

Documenti
La presentazione del Bilancio di Missione 2015 - Oratorio di San Filippo Neri, 29 giugno 2016