Il discorso politico, dalla retorica antica al tweet

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Seminario internazionale il 2 e 3 dicembre 2015

Il discorso politico, dalla retorica antica al tweet

Il discorso politico, dalla retorica antica al tweet

C’era una volta il discorso politico. Oggi ci sono gli slogan e i tweet. E, forse, il discorso politico è finito in soffitta. Oppure no? Demagogia e populismo, promesse invece di fatti, satira politica e campagne elettorali, politicamente corretto e turpiloquio, sfoghi sulla rete anziché giudizi meditati: questi aspetti del consenso (nuovi e meno nuovi) e della deliberazione politica pongono nuove domande. Per esempio: se si parla alla pancia del cittadino elettore, come si può argomentare alla pancia? Come si può ritrovare una funzione collettiva della retorica che faccia conoscere il problema e orienti alla discussione e alla deliberazione, in comunità sempre più vaste e variegate culturalmente, e con la velocità dei mezzi di comunicazione di oggi? E come si può utilizzare l’antico rapporto tra la politica e la sua rappresentazione letteraria per non perdere la memoria di problemi che si ripresentano oggi in contesti completamente diversi? Si riuscirà infine a ricostruire una retorica “sostenibile” del discorso politico?

A queste e ad altre domande cercherà di rispondere il Seminario internazionale Passioni e persuasione. L’insostenibile leggerezza del discorso politico in Europa, organizzato dal Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna con il contributo della Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna. Il Seminario si terrà nelle giornate del 2 e 3 dicembre 2015 (dalle 9 alle 19) nella Sala Conferenze della Fondazione, in via delle Donzelle 2 a Bologna. Il Comitato Scientifico del Seminario è composto da Andrea Battistini, Bruno Capaci e Luigi Spina. L’ingresso al Seminario è libero.

Il programma delle due giornate

Il discorso politico, oggi, non è più solo il discorso dei politici: è ormai tutto quello che si dice e si scrive sui destini del Paese e dell’Europa, in Parlamento come sui giornali e nella piazza virtuale della rete. Da qui partirà la riflessione dei relatori del Seminario internazionale: sono venti, arrivano da università italiane ed europee (Francia e Polonia) e saranno divisi in tre sessioni: Europa, laboratorio del genere deliberativo; Nuovi oratori in Italia; Letteratura e politica.

Si comincia mercoledì 2 dicembre alle 9. Dopo i saluti di Maura Pozzati, Consigliere di Amministrazione della Fondazione del Monte con delega alla Cultura, e Francesco Citti, Direttore del Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica, è in programma la prima sessione, Europa, laboratorio del genere deliberativo, introdotta e presieduta da Laurent Pernot, Membro dell’Académie des inscriptions et belles-lettres dell’Institut de France, con gli interventi di Francesca Piazza (Università di Palermo) su “Le ragioni del lupo. Perché non possiamo fare a meno della retorica”); Federica Greco (Université Grenoble-Alpes) su “Alternative media e antiretorica: i nuovi osservatori del discorso politico”; Luca Ferrero (Università di Bologna) su “Decidere sull’orlo del precipizio. Discorsi europei nell’orizzonte dell’irreparabile”); Maria Zaleska (Università di Varsavia) su “Deliberare iuvat? Passioni e ragioni nel dibattito sulla qualità di educazione”. Si riprenderà nel pomeriggio, dalle 15.30, con Francesco Bonelli (Université Grenoble-Alpes) e il suo intervento su “Quando i lupi si fanno agnelli (e viceversa). La retorica del politicamente (s)corretto nel discorso politico contemporaneo”; Stefania Sini (Università del Piemonte Orientale, Vercelli) parlerà de “I formalisti russi e la retorica di Lenin: dall’arte autonoma del testo alla parola altrui che scotta”.

Nella stessa giornata del 2 dicembre, dalle 17.30 alle 19, la prima parte della seconda sessione: Nuovi oratori in Italia, presieduta da Michele Cortelazzo, che introdurrà due interventi: Paola Desideri (Università G.D’Annunzio di Chieti-Pescara) su “Il discorso politico tra il fidem facere e l’animos impellere”; Bruno Capaci (Università di Bologna) su “Oratori e attori politici: persuasione e suasione tra la prima e la seconda Repubblica”.

Giovedì 3 dicembre dalle 9 proseguiranno gli interventi della seconda sessione con Cristiana De Santis e Sara Amadori (Università di Bologna) che affronteranno il tema “Dalla vis comica alla vis polemica: strategie comunicative a confronto (il caso Grillo vs l’affaire Dieudonné)”; Giuditta Spassini (Università di Bologna) con “Dai dibattiti del Web; alcuni schiaffi argomentativi e relative fallacie logiche”. La sessione, sotto la presidenza di Bruno Capaci, proseguirà con gli interventi di Adelino Cattani (Università di Padova) su “Doveri e diritti, regole e mosse dell’oratore-disputante”, e Michele Cortelazzo (Università di Padova) su “La via veneta al discorso elettorale: i discorsi dei candidati alla presidenza della Regione (2015)”.

Il pomeriggio del 3 dicembre sarà infine dedicato alla terza sessione, Letteratura e politica, che vedrà alternarsi, sotto la presidenza di Luigi Spina, i seguenti interventi: Carlo Varotti (Università di Parma) su “Ratio, mito e discorso: Carlo Levi e il trauma della massa”; Ivano Paccagnella (Università di Padova) su “Oratoria francescana fra Quattro e Cinquecento (e più in là…)”; Gianmario Anselmi (Università di Bologna) su “Responsabilità e decisione nelle scelte argomentative di Machiavelli”; Elisa Gregori (Università di Padova) su “Valéry e l’antipolitica lenta”; infine l’ultimo intervento affidato a Rosario Castelli (Università di Catania) che parlerà de “Il camaleontismo del Potere e la fenomenologia dell’uomo forte in Federico De Roberto”.

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