Composti alcalinizzanti e prevenzione dell’osteoporosi post-menopausale

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Finanziare la ricerca per la salute 2018

Composti alcalinizzanti e prevenzione dell’osteoporosi post-menopausale

Composti alcalinizzanti e prevenzione dell’osteoporosi post-menopausale

L’alterazione della microarchitettura ossea è un evento comune nelle donne in età post-menopausale. Lo scheletro diventa meno resistente e questa condizione tende a evolvere da uno stato di malattia silente (osteopenia) a uno stato di osteoporosi severa con elevato rischio di frattura. Le fratture osteoporotiche sono fra le maggiori cause di mortalità e ritardare l’evoluzione dell’osteopenia in osteoporosi è fondamentale per prevenire gli esiti di una malattia invalidante con forti implicazioni socio-sanitarie. Fra i fattori che possono accelerare la perdita ossea, le anomalie dell’equilibrio acido-base, anche lievi, giocano un ruolo di primaria importanza. L’uso di composti in grado di contrastare tali alterazioni può essere una valida strategia preventiva.

Il contributo concesso dalla Fondazione del Monte ha consentito di valutare sia su cellule (studio in vitro) sia su pazienti (studio clinico) se un integratore alimentare alcalinizzante a base di citrato di potassio, un composto comunemente presente nella frutta, possa essere efficace nel prevenire la perdita ossea indotta da un’acidosi di basso grado. Il progetto, coordinato dal professor Nicola Baldini, è stato sviluppato presso il Laboratorio di Fisiopatologia Ortopedica e Medicina Rigenerativa dell’Istituto Ortopedico Rizzoli.

“Lo studio in vitro e quello clinico condotto su 40 pazienti ci hanno permesso di dimostrare che esistono le basi biologiche per l’impiego del citrato di potassio nella prevenzione dell’osteoporosi e che in un sottogruppo particolare di pazienti osteopeniche l’integratore sembra essere più efficace dei trattamenti tradizionali” spiegano Nicola Baldini e Donatella Granchi.

Visti i promettenti risultati, gli studi futuri si concentreranno sulla valutazione delle proprietà farmacologiche del composto e sulla verifica dei benefici clinici osservati in questa fase preliminare.

Estenderemo lo studio su due fronti – continuano i ricercatori –: per quanto riguarda lo studio in vitro, ci siamo accorti che il citrato di potassio potrebbe avere ulteriori proprietà per il trattamento dell’osteoporosi, che vanno approfondite; per quanto riguarda lo studio clinico, vogliamo confermare i risultati, estendendo la sperimentazione a un numero maggiore di pazienti”.

Il progetto è stato tra i 7 protagonisti dell’incontro pubblico Finanziare la ricerca per la salute. Il contributo della Fondazione del Monte che si è svolto sabato 3 marzo nella sala dello Stabat Mater alla Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna (piazza Galvani 1).

 

Responsabile: Nicola Baldini1-2

Gruppo di ricerca: Donatella Granchi1, Claudio Ripamonti3, Paolo Spinnato4, Alberto Bazzocchi4, Renata Caudarella5

1 Laboratorio di Fisiopatologia Ortopedica e Medicina Rigenerativa, Istituto Ortopedico Rizzoli (IOR)

2 Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie, Università di Bologna

3 Centro Osteoporosi e delle Malattie Metaboliche dell’Osso, IOR

4 Radiologia Diagnostica e Interventistica, IOR

5 GVM Cura e Ricerca, Bologna-Ravenna